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“La ricerca del senso perduto” di Paolo Manzelli

Alla base della malattia e del cancro c’è un difetto di comunicazione ed una perdita di senso causato dall’esistenza di concezioni meccaniche troppo lontane dal capire la Vita.

--> Tema considerazioni su: <EPIGENOMA E CELLULE STAMINALI )

Queste cellule, staminali e i segnali epigenetici che determinano la specializzazione delle cellule è oggi una delle ricerche di importanza cruciale per lo sviluppo del Cluster /EGOCREANET .

Sono passati già sei anni da quando Shinya Yamanaka, (Premio Nobel 2012), dimostrava che le cellule della pelle potevano essere riprogrammate in laboratorio per diventare del tutto simili a cellule staminali embrionali.
Tutte le cellule di un adulto contengono esattamente lo stesso DNA, ossia gli stessi geni. La differenza fra i tipi di cellule risiede quindi nella serie specifica di geni che viene effettivamente espressa. Quindi possiamo pensare all'epigenetica come all'insieme delle modifiche del DNA che comandano e organizzano l’espressione dei geni.

Il Ruolo dei fattori epigenetici nell’identità delle cellule staminali e nei processi di rigenerazione tissutale è stato lungamente studiato dal Prof PM.Biava (Vedi: https://salute.bio/riprogrammazione-cellulare/ ) le cui ricerche hanno analizzato il ruolo della l’epigenetica della programmazione e della riprogrammazione cellulare, incluso l’utilizzo della riprogrammazione cellulare per lo sviluppo di nuovi modelli sperimentali per lo studio del cancro e delle malattie del sistema nervoso. La conclusione di tali studi è in progressivo sviluppo ed, in particolare, riveste un ruolo importante nel network europeo “The Epigenome”.

Allo stato attuale si ritiene che il riprogrammare le cellule in laboratorio significa disattivare i geni specifici della cellula differenziata, quelli che le attribuiscono una funzione specializzata all'interno dell'organismo, e quindi ri-condurla allo stadio di cellula staminale pluripotente in grado di assumere una nuova identità specifica.
La sintesi di tale ragionamento è in sostanza la seguente: tutte le cellule del nostro corpo, che siano del cervello, del cuore, dei muscoli o di qualsiasi altro organo, sono dotate dello stesso identico genoma eppure è evidente quanto siano differenti per forma e funzione.

Cosa rende quindi così diverso un neurone da una cellula della pelle? Dei 25.000 geni presenti in ciascuna cellula solo un determinato gruppo è espresso mentre gli altri sono silenziati. Di conseguenza si è ritenuto importante concepire un meccanismo selettivo che avviene a livello epigenetico (dal greco "sopra i geni") che consiste nel favorire modifiche chimico-molecolari che governano l'espressione genica attivando o reprimendo determinati geni senza alterare la sequenza del DNA. Una delle modalità con cui avviene la regolazione epigenetica è pertanto la modificazione per " metilazione degli istoni", proteine che legano il DNA e permettono la formazione della cromatina. Inoltre altre numerosi silenziamenti chimici del DNA risultano essere possibili in quanto anche essi provocano le modificazioni istoniche ad oggi individuate: come l' ubiquitinazione, acetilazione e fosforilazione.

EUREKA! ESCLAMAZIONE attribuita ad Archimede Pitagorico per indicare una scoperta innovativa capace di cambiare il Paradigma Meccanico della Quanto-Biologia

Il "DNA è uno strumento per dar forma alla vita", integrando l’informazione epigenetica (morfogenesi) e quindi il DNA non è più limitato nel contenere una memoria genetica di informazioni ereditarie, sostanzialmente finalizzate a produrre proteine. Infatti ormai dall’anno 2003 in cui e stata completata la mappatura del genoma umano, sappiamo che per tale funzione di produzione proteica può essere riservato solo un 2% del genoma umano, mentre l’intero genoma ha la funzione di "scolpire le forme ed i colori" in cui si manifesta la vita integrando in se l’informazione epigenetica.
Questa impostazione diametralmente differente dalla concezione del DNA come testamento ereditario di codici di informazione genetica è quello sviluppato dal Cluster Egocreanet e recentemente anche da altri, la quale pone in rilievo l’azione del DNA come “Antenna rice-trasmittente” basata sulla elettrodinamica quantica.

Vedi: https://dabpensiero.wordpress.com/…/morfogenesi-e-quantum-…/ ; http://gsjournal.net/…/Communicat…/%20Medicine/Download/7085

In tal caso l’interazione quantica tra Genoma ed Epigenoma avviene come processo di integrazione energetica tra informazioni epigenetiche e geniche capaci di dar vita alla forma del corpo e dei suoi organi come emissione di biofotoni e biofononi che hanno acquisito un carattere morfogenetico

Tale sistema "bioquantico interattivo tra genetica ed epigenoma", conduce quindi ad un netto superamento della precedente concezione per la quale si ritiene che, mentre le cellule evolvono verso la loro specializzazione, alcune aree del relativo genoma vengono "chiuse" o alterate da varie modifiche chimico-istoniche, tali da impedire il flusso di informazione epigenetiche di attivare normalmente la differenziazione cellulare cosi da trovare una strategia retroattiva per far regredire le cellule a staminali totopotenti, mediante la disattivazione di alcuni geni o di loro combinazioni.
Questa limitazione dell'accesso alla specializzazione cellulare provocata da un silenziamento chimico della cromatina, come EGOCREANET-Cluster la consideriamo assurda e probabilmente pericolosa perché provoca una dannosa limitazione dell’espressione del DNA –ANTENNA che invece deve manifestarsi a pieno come espressione del "potenziale quantico-morfogenetico" capace di effettuare una ottimale integrazione tra energia ed informazione genetica ed epigenetica per dar forma alla vita.
Diversamente dalla medicina rigenerativa riteniamo pertanto che, per il fatto che le cellule staminali sono in grado di produrre qualunque tipo di cellula, il loro DNA-Antenna, sia maggiormente aperto alle informazione epigenetica e di conseguenza alla manipolazione morfogenetica irradiata come Biofotoni e Biofononi per l’organizzazione del sistema vivente.

In tal modo si apre un nuovo capitolo della “bioquantica della vita” capace di rivelare i segreti morfogenetici che inducono e possano rendere reversibile la specializzazione delle cellule staminali a scopo terapeutico .

La medicina rigenerativa: fondata su sistemi meccanicisti di metilazione o altro, a nostro avviso dovrà capire come il DNA ANTENNA sia capace di integrare l’informazione epigenetica ed irradiare informazione morfogenetica risultante con modalita bioquantiche adatte a ri-modulare lo sviluppo delle cellule staminali

Pertanto non consideriamo più utile ed etico agire mediante la metilazione della cromatina come processo cruciale di indole meccanica per bloccare la espressione del DNA, ciò in quanto la regolazione dell'espressione genica non dipende unicamente dal silenziamento di aree del DNA, ma prevalentemente dalla integrazione morfogenetica tra il DNA-ANTENNA e l’informazione/energia proveniente dall’ambiente e dalle sue variazioni che sono capaci di far evolvere in particolare alcune funzioni rigenerative delle cellule staminali in vero cruciali nello sviluppo armonico dell'organismo.
Le potenzialità dell’azione Morfogenetica del DNA-ANTENNA permetteranno un notevole avanzamento delle conoscenze delle funzioni epigenetiche nella integrazione della emissione di biofotoni e biofononi irradiati dai vari DNA ( Nucleare Mitocondriale ) e ritrasmessi da vari recettori biologici.

Uno degli aspetti salienti della Quanto-biologia basata sulla funzione del DNA-ANTENNA riguarda pertanto l’aumento della plasticità delle cellule staminali semi o totopotenti la cui capacità di differenziare in vari tipi cellulari – diviene un aspetto chiave nel potenziale utilizzo di queste cellule al fine di rigenerare tessuti ed organi la cui composizione e funzione viene compromessa in condizioni patologiche causate da profondi cambiamenti ambientali.

Infine in conclusione di questa breve sintesi degli studi del CLUSTER /Egocreanet , l’approccio ri-generativo possibile diventa del tutto diverso da quello che conduce a distruggere le cellule cancerogene, come fanno tradizionalmente con la chemioterapia , ciò in quanto si ritiene possibile rieducare Morfogeneticamente le cellule toto o semipotenti a riattivarsi in modo fisiologico ed armonico con le variazioni ambientali . FIRENZE 28/02/2018

 

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