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LA MENTE di Flavio Burgarella

Le neuroscienze avvallano il pensiero realistico secondo il quale per la Scienza Classica la mente è parte integrante del corpo e può essere studiata adeguatamente secondo il metodo scientifico. Secondo la Scienza della Coscienza la mente rappresenta il luogo dove il mentale e il naturale si incontrano. E’ proprio questo “apparire” secondo il filosofo Emanuele Severino che è condizione necessaria al loro essere. Mente e materia non appaiono dunque come esperienze isolate, ma sono sempre presenti in quel “cerchio dell’apparire” che tutto mostra, il fondamento sul quale ogni manifestazione può essere affermata. Questo “cerchio dell’apparire” trascende ogni dimensione parziale: ciò che si manifesta è un’attività pensata per cui la mente potremmo identificarla come l’attualità del pensato che appare e questo apparire è trascendentale. La mente non può quindi essere il prodotto di un singolo individuo come le neuroscienze assumono, ma un qualche cosa di universale. Il pensare è un atto originario rispetto al singolo soggetto che pensa: la mente non può essere considerata dal punto di vista riduzionistico come appartenente al cervello che compie un pensiero. Se la mente fosse totalmente riconducile al cervello non ci sarebbe mente. Il riduzionismo nega ciò che esso afferma. La contraddizione è palese: il riduzionismo meccanicista tipico dell’attuale procedimento scientifico nega quella mente e quel mondo che essa riconosce proprio per la sua volontà di ridurlo identificandolo con il cervello. Così anche la pretesa scientifica di indagare la mente isolandola come fosse esperibile dell’esterno è contraddittoria, in quanto non considerando il carattere trascendentale del mentale si pretende di descrivere una funzione biologica isolata che di fatto non può essere che una parte della visione d’insieme che la mente comprende.

L’identificazione della coscienza con la mente è una fonte concettuale di confusione a proposito del rapporto mente - corpo. La mente è l’apparire trascendentale degli essenti, la totalità che appare attualmente, mentre la coscienza ne è una parte, il luogo della mente dove i significati sono consapevoli. Conscio, e inconscio sono pertanto parti del trascendentale, luogo della mente in cui la consapevolezza illumina o no gli essenti. Parlare di mente e di coscienza è indicare differenti ambiti concettuali interrelati semanticamente e correlati alla complessa strutture dell’apparire. Il corpo è oggetto della mente, mezzo di espressione dei significati, quindi il problema del rapporto mente corpo è propriamente quello che sussiste tra coscienza e corpo poiché il rapporto mente corpo è originariamente lo stesso che intercorre tra l’apparire empirico di un qualunque essente e il suo apparire trascendentale. Come oggetto della mente il corpo si relaziona sia alla sua consapevolezza conscia che all’inconscio. Il corpo diventa così il luogo privilegiato di espressione dei significati coscienti e inconsci; è il mezzo con cui tali significati agiscono.

Questa interpretazione trascendentale della mente, dell’appartenenza della consapevolezza conscia e dell’inconscio come parti del trascendentale e del fatto che il corpo come oggetto della mente rappresenti il luogo principale dove i significati coscienti e inconsci agiscono, ci spiega come un’intenzione di guarigione da parte di Burgarella Quantum Healing (BQH) possa produrre i risultati desiderati. Ci spiega come una disarmonia generata da una tensione di coscienza si esprima in una malattia nel paziente e come una sua intenzione di guarigione da noi mediata, attraverso la trascendenza della mente possa rappresentarsi a sua volta come corporeità in noi: un formicolio, una dolenzia in una parte del corpo senza nesso causale. In questo caso è sufficiente accettare senza giudicare la corporeità in noi manifestatasi per far sì che si dissolva e che, di concerto, si attenui o sparisca la tensione di coscienza che aveva generato la malattia nel paziente, comportando l’evoluzione favorevole verso la guarigione. Secondo Dean Radin le prove ripetibili in laboratorio suggeriscono che noi abbiamo la proprietà di “percepire” il futuro, di percepire informazioni e influenzare eventi lontani nel tempo e nello spazio, implicando la possibilità che le nostre intenzioni non influenzino soltanto i nostri pensieri e i nostri corpi. Secondo Richard Neslon inoltre la presenza di più menti coerenti, concentrate su un unico punto, quale quello del team di BQH, sia in grado di diffondere nell’ambiente una sorta di “Campo” creatore di ordine che riduca l’entropia, cioè ad un alto livello di coerenza mentale corrisponderebbe un migliore “ordine” nella materia che riporta all’ armonia, alla realizzazione dell’intenzione di guarigione. E’ per questo motivo che la ricerca sulla Intenzione di guarigione in BQH si avvale di un gruppo di persone formate alla “tecnologia della coscienza” rappresentata nella pratica.

LA SCIENZA DELLA COSCIENZA

Mentre nella Scienza Classica si afferma l’esistenza oggettiva del mondo e viene ben distinto l’oggetto dal soggetto, nella Scienza della Coscienza, secondo i principi della fisica quantistica, si accetta che l’osservatore influenzi l’oggetto osservato, riconoscendo in questo modo l’esistenza di molte vie per comprendere la realtà. E’ la coscienza stessa che rende possibili tutte le esperienze. La Scienza della Coscienza è la scienza degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti, rappresenta quella che Deepak Chopra chiama la “scienza dei qualia”.

I “qualia” (plurale neutro latino di quale, (cioè di qualità, attributi ecc.) rappresentano “gli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti”, laddove ogni esperienza cosciente ha una sensazione qualitativa diversa da un’altra, a cui soltanto colui che percepisce può accedere. I qualia, benché facilmente individuabili dal punto di vista personale, sono elementi estremamente semplici ma non analizzabili dalla Scienza Classica, non rappresentando un tipo di fenomeno spiegabile con l’approccio sperimentale delle neuroscienze. I qualia sono semplici in termini metafisici, ma essendo esclusivamente soggettivi non è possibile una loro ricostruzione fisica in quanto dovrebbe essere totalmente obbiettiva, basata su strutture causali e relazionali. L’acquisizione dei qualia come parti integranti della Scienza della Coscienza si diversifica così dalla Scienza Classica. Mentre la Scienza Classica è stata e sarà sempre utile per la creazione di nuove tecnologie, la Scienza della Coscienza favorirà una evoluzione stessa della coscienza delle persone che popolano il mondo, nella direzione dell’unità, della pace, della salute e della saggezza.

Burgarella Quantum Healing (BQH) per derivando la sua esperienza da una approfondita conoscenza pratica della Medicina Ufficiale si spinge verso l’accettazione dei qualia, cioè degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti come parti importante della formazione e dell’acquisizione medica nel favorire i processi di guarigione del paziente. Burgarella Quantum Healing (BQH) riconosce la coscienza come stato primitivo dell’essere, rappresentando la somma di tutti i campi quantici presenti nell’universo e in quanto tale ha la capacità intrinseca di interagire con sé stessa. Dobbiamo cioè riconoscere l’esistenza di un profondo livello di coscienza, come parte trascendente della mente, che potremo chiamare Coscienza Universale, che non ha dimensioni, in quanto nella dimensione spazio – tempo sono contenuti dei qualia, cioè sono presenti degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti, mentre la Coscienza Universale non ha qualia, ma è la fonte stessa di tutti i qualia. Secondo questa visione l’esperienza soggettiva, intesa come percezioni, immagini, pensieri e sentimenti, cioè i qualia del modo con cui noi viviamo, è connessa con la coscienza, che ne rappresenta la fonte primaria. Qualia sono anche il modo con cui soggettivante viviamo l’esperienza del dolore, della gioia, della percezione dei colori, dei desideri, della memoria, dell’immaginazione, dell’intuito, dell’intenzione, della creatività.

Noi percepiamo così la realtà esterna attraverso la nostra predisposizione a percepirla; la percepiamo come qualia, non in quanto oggettivamente tale. In questo modo senza la nostra partecipazione soggettiva, non esiste nulla in quanto oggettivamente tale. Senza la nostra percezione la materia e l’energia lo spazio e il tempo e quindi tutte le variabili scientifiche associate, semplicemente non esisterebbero. I qualia ci permettono di connettere dunque ogni cosa alla nostra esperienza e ogni cosa rappresenta un campo di coscienza, ricordando che la Coscienza Universale è la somma di tutti i campi di coscienza. La percezione rappresenta quindi la caratteristica con cui ogni specie fa la propria esperienza, con cui l’uomo vive l’esperienza umana. Gli organi della percezione, tra cui la vista, l’udito, l’odorato, il gusto e il tatto, ma anche il senso percettivo innato nell’uomo e sviluppato dall’esperienza, che accomuna l’Aborigeno Australiano e il l praticante di BDH, non sono loro che creano la percezione stessa; rappresentano infatti dei filtri attraverso i quali la coscienza crea i qualia, con i quali interpretiamo il mondo, la realtà che ci circonda. Il cervello riconoscendo i qualia li elabora poi come simboli, ma la loro essenza è nella coscienza. In questa visione la coscienza rappresenta un Campo Quantico di infinite possibilità. E’ un Campo che esiste prima dei qualia, dei quali ne è la fonte; è un Campo che non può essere percepito dal cervello, il quale può conoscere la realtà solo attraverso i qualia. Il Campo Quantico matrice dei qualia è non locale, dove il tutto mantiene il contatto con le parti. La località che sperimentiamo dobbiamo intenderla come qualia, come esperienza locale di un Campo non locale di coscienza.

Flavio Burgarella

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