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TONG -REN un’esperienza Fantastica di Entanglement nei Rapporti Umani

"TONG -REN un’esperienza Fantastica di Entanglement nei Rapporti Umani "

 

Sintesi della relazione al seminario di TUI-NA , 20/Maggio/2018 <www.tongrenitalia.com>

Tong-Ren Florence. You-Tube: https://www.youtube.com/watch?v=_q0j9JA79ag

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Gli stati mentali nei rapporti umani possono agire come correlazione a distanza di sistemi quantici. Tale correlazione quantica è generata dall' entanglement (= sovrapposizione o intrigo di quanti di energia).

Lo studio quantico dell’Entanglement è recente ed ha avuto inizio con il teorema di John Bell (1964) che contestava l’impossibilità dell’azione a distanza considerata da A.Einstein come Spooki action ( "la fantasmatica azione a distanza").

Successivamente l’Entanglement di quanti di luce fu dimostrato sperimentalmente da un giovane fisico Francese Alain Aspect (1981) ed in seguito più volte è stato sperimentato dal Gruppo di lavoro sul teletrasporto quantico di Anton Zeilinger, che ha prodotto importanti risultati nell’informatica crittografica basata sui QBits (Bit Quantici).

(1)- A.Zeilinger: https://scienze.fanpage.it/nuova-conferma-per-l-entanglement-il-piu-grande-mistero-della-fisica/

Questi esperimenti contraddicono il "realismo locale" dominante la cultura della società industriale chiusa nel paradigma meccanico e, quindi, basata su una  visione del mondo che prevede che la percezione umana “macroscopica” sia oggettiva anziché essere soltanto  una rappresentazione cerebrale riduttiva di una realtà più ampia ed inesplorata a causa di approssimazioni del tutto arbitrarie della scienza “meccanica” o quanto-meccanica, che indubbiamente limitano l'esplorazione di innovative ricerche basate su nuove esperienze e relazioni quantiche tra gli stati cerebrali degli esseri umani, così come avviene nel TONG -REN .

(2)- Entanglement Umano: http://www.gabrielesannino.com/stampa2.asp?st=465

La separazione tra Macro e microcosmo è evidentemente assurda proprio in quanto è arbitrario decidere dove finisce il Macro e dove inizia il Micro;  infatti, tale approssimazione tende ad escludere l'esistenza energetica dell'AURA (dal greco aúra = Soffio »), che, pur non essendo immediatamente visibile “ad occhio nudo”, può effettivamente essere misurabile come emissione di Biofotoni e Biofononi ( irradiati nell'intervallo di frequenze UVA, Visibili e IR), radiazioni queste che creano un debole alone energetico, quasi invisibile alla normale percezione, i cui effetti di Entanglement quantico determinano comunicazione simultanea e sinergica tra gli stati energetici di sistemi biologici.

Tale influenza dell’ entanglement quale correlazione quantistica tra sistemi viventi è macroscopicamente visibile come proprietà emergente d'intima interconnessione tra le energie sottili dell’Aura, osservando il volo coerente di stormi di uccelli, o di grandi assemblaggi di pesci che, invece di muoversi ciascuno in modo indipendente, si comportano come un insieme perfettamente sincronico che sembra diretto da un invisibile direttore d’orchestra. L’ entanglement tra uomini si osserva ad esempio, quando nello sport del Ciclismo si organizza una volata di gruppo per lanciare i più forti velocisti di ciascuna squadra. In tal caso il gruppo di ciclisti si vede muovere e curvare come un'onda coerente che si profila in un’intima interconnessione collettiva verso il traguardo.

(3)- R.Sheldrake- Campo Morfico:

http://psicogenealogia-costellazioni.it/2017/02/campi-morfici-di-rupert-scheldrake.html

Tale simultaneità dell’entanglement agisce inconsciamente anche sugli stati mentali ma può essere esercitata coscientemente come nella tecnologia di auto-guarigione del TONG-REN, favorendo una correlazione quantica delle interferenze di sovrapposizione delle energie sottili, sia in forma di entanglement dell’Aura individuale, in condizioni di vicinanza, ma anche, a maggiore distanza. Questa cosa diviene possibile in seguito ad una maggiore predisposizione mentale cosciente tendente intenzionalmente a ridurre l'indeterminazione del sistema quantico che così permette di aumentare la potenzialità di coerenza  dell’ entanglement  estendendone in ampiezza il campo di non separabilità biologica.

(4)- Oltre l’Entanglement : http://www.bioquantica.org/oltre-l-entanglement/

 

Articolo di Paolo Manzelli , Chimico-Fisico, Presidente EGOCREANET

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“EPIGENETICA” QUALE FATTORE DI ALTERAZIONE DELLA FUNZIONALITA’ DEL FARMACO

“EPIGENETICA” QUALE FATTORE DI ALTERAZIONE DELLA FUNZIONALITA’ DEL FARMACO

 

L’Industria Farmaceutica ha sempre maggiori difficoltà nell’individuare nuovi principi attivi nella formulazione dei farmaci molecolari, così che oggi risulta problematico il definire l’area terapeutica di interesse, la quale viene a modificarsi  per ragioni “epigenetiche”, le quali modulano le patologie specifiche “personalizzandone” ogni probabile rapporto tra efficacia terapeutica e relativa tossicità del farmaco, ciò proprio in seguito al degrado ambientale che agisce pesantemente sul cambiamento delle funzionalità farmacologiche che modificano il percorso della malattia.

“Drug Discovery Functions & Synthesis of Molecular Modelling”(1)

Questa situazione di cambiamento “epigenetico” delle potenzialità farmacologiche mette in netta crisi gli studi tradizionali di modellazione molecolare delle relazioni lineari di concezione “meccanica” tra modelli di struttura molecolare e le attività terapeutiche per alcune patologie specifiche.

Di conseguenza il cambiamento “epigenetico” degli effetti curativi delle medicine, inducono l’attenzione dell’industria del Farmaco, verso un superamento progressivo delle strategie di sintesi molecolare, indirizzate a trovare nuove modalità di cura, come conseguenza del dover prendere in considerazione molteplici fattori concomitanti di natura “epigenetica”.

In questa situazione di cambiamento delle condizioni epigenetiche che incidono sulle strategie terapeutiche dei farmaci, si affacciano con evidenza le potenzialità delle concezioni “olistiche” a sostegno della complessa attività “biologica e mentale” che nell’insieme sono capaci di armonizzare le funzionalità vitali di prevenzione e cura della salute.

In particolare il “Cluster Egocreanet” agendo nel favorire un processo di revisione “epigenetica” delle potenzialità terapeutiche di un moderno biovitalismo Olistico, inizia con il mettere in evidenza come la farmacologia ufficiale ad oggi non abbia preso in considerazione le relazioni di integrazione tra “mente e materia” le quali incidono efficacemente sulle modificazioni del sistema cerebrale che conducono ad ottenere notevoli effetti psico-terapeutici, attraverso l’efficacia di processi elettromagnetici quantici di informazione biologica. (2)

Questa moderna impostazione dove l’Epigenesi rappresenta un ponte tra le attività della mente e quelle della cura verrà vista in relazione al cambiamento della funzionalità tradizionale del farmaco con l’obiettivo di individuare la moderna riconversione epistemiologica delle metodologie di rivitalizzazione bioquantica /olistica della salute.

Quanto sopra detto verrà discusso al convegno del 24 maggio 2018 a Firenze sul tema: Acqua, Luce e Suono nella programmazione epigenetica del benessere, (4).

di Paolo Manzelli

Biblio on Line:

(1) - Farmacologia Principi attivi:

http://www.chimicare.org/curiosita/la-chimica-e-la-salute/come-nasce-un-farmaco-il-lungo-percorso-della-chimica-in-favore-della-salute/?WPACRandom=1525767586#comment-37453

(2) - BIOQUANTICA : www.bioquantica.org

(3) NB: il termine “epigenetica” è stato coniato per la prima volta da C. H. Waddington nella metà degli anni ’50 per indicare lo studio delle interazioni tra fattori genetici e sviluppo embriologico. Attualmente, la ricerca sull’ Epigenoma si occupa di studiare le variazioni della potenziale espressione genica durante lo sviluppo di cellule e tessuti biologici che hanno coprono un ruolo estremamente importante durante la vita adulta e l’invecchiamento per effetto dell’ambiente

http://www.rivistadipsichiatria.it/r.php?v=1407&a=15618&l=22663&f=allegati/01407_2014_01/fulltext/01-Editoriale%20(1).pdf

(4) - Egocreanet / Cluster: programma in: http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=101516  ; http://www.egocrea.net

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L’acqua strutturata ed informata di P.Manzelli

L’acqua è, nello stesso tempo, un ricevitore ed un emettitore di segnali elettromagnetici, e, quando viene agitata, si impregna in modo singolare di sostanze in essa disciolte utilizzando la logica del dipolo elettrico e dei clusters magnetici per immagazzinare informazioni biofisiche”.      J. Benveniste                                          

 L’acqua è una molecola variamente polarizzabile in quanto è un complesso sistema di ponti ad H ( da 4 a 3 a 2 a 1 ,a 0 ) nelle diverse condizioni ambientali ( T° e P ) e di soluzione ( l’ H2O pura non esiste a causa della sua elevata solubilità). Pertanto l’ angolo tra i due H e l’ossigeno può variare tra i 97° e i 104,5 ° a temperature attorno all’ambiente, ma non solo perchè l’H2O può anche modificare per rotazione (vortex) la sua struttura tetraedrica in risposta risonante a varie perturbazioni elettromagnetiche di bassa frequenza( infatti i due elettroni in coda all’ossigeno possono ulteriormente respingersi ed ampliare o ridurre l’angolo tra gli H e l’O). Tali effetti risonanti avvengono ad esempio con campi elettromagnetici sia interni ( formazione di cluster di acqua coerente dove le molecole oscillano in fase con un campo elettromagnetico di insieme “auto-generato”) che con campi esterni come il campo magnetico della terra e del sole ed anche in seguito ad influssi cosmici come asseriva Giorgio Piccardi, 1956.
(Vedi:https://www.ibs.it/segreti-dell-acqua-opera-scientifica-libro-generic-contributors/e/9788883232749 )
I legami a H (in media assorbono 5.0 Kcal/mole) si rompono al congelamento e cedono la loro energia all’ambiente. I Legami a H si formano e si distruggono nell’ ambito di 50.0 Femto secondi ; un mio studente Roberto Righini confermò questi miei calcoli con uno studio con Laser pulsati.
Quando il Legame ad H intermolecolare si rompe uno dei due H+ di una molecola tende ad acquisire uno dei due Elettroni (e-) in coda dell’Ossigeno dell’altra molecola, quindi si formano atomi di H-GOST (virtuali) per una inezia di tempo, che immediatamente si auto-distruggono senza dar luogo a bollicine di Idrogeno atomico. Questa azione (virtuale a bassa probabilita’) ) avviene anche quando l’H2O sostiene con i suoi ponti a H, il DNA , il quale, senza tale sostegno di alternata ricostruzione del ponti H, degraderebbe rapidamente. Questa è una ragione per cui Acqua e Vita sono strettamente congiunti.
Inoltre la costruzione/distruzione rapida dei Ponti H diventa un veicolo di informazioni “epigenetiche” per via bio-elettromagnetica ( per tramite quanti di Bio-fotoni della luce e di Bio-fononi del suono ) .
Sulla base di tali ampie variazioni strutturali dell’acqua già Wilhelm Roentgen ipotizzò una struttura “bifasica” dell’acqua come dovuta a diverse possibili configurazioni antisimmetriche dei dimeri di acqua (H2O)2; altri studi sull’acqua interfacciale polimerica sono stati fatti per dimostrare la possibilità di differenti strutturazioni dell’ acqua, ma più volte tali strutture instabili sono state contestate perchè l’ acqua aveva disciolto polimeri a cui l’acqua uniformava strutturalmente .
(Vedi:Tesi di sintesi delle ricerche sull’acqua vedi in: http://porto.polito.it/2597557/1/TESI_PART3_V2.pdf
Vedi: https://www.sanpellegrino-corporate.it/files/tesi/Tiziana%20Biunno.pdf)

Proprio per le sue caratteristiche di “cristallo liquido dipolare” e la sua capacità di aggregazione in clusters, le molecole dell’acqua hanno la possibilita’ di memorizzare le informazioni delle sostanze con le quali entrano in contatto condividendo le energie con le quali entrano in risonanza.
Inoltre l’acqua come sostanza diamagnetica possiede proprietà caratteristiche per le quali se viene esposta ad un campo magnetico, acquisisce una magnetizzazione di senso opposto a quello del campo. Questa proprietà diamagnetica modifica la polarità elettromagnetica ed bio-informativa dell’acqua determinando condizioni di differente informatizzazione dell’Acqua le quali attivano quei fenomeni elettrodinamici di tipo quantistico essenziali per la vita di tutti gli esseri viventi.
H2O Magnetizzata: http://beppe54.altervista.org/l-acqua-e-il-magnetismo.html
H2O Activation: http://www.edscuola.it/archivio/lre/acqua_attivata.htm
In vero si sa che le possibili diverse strutturazioni dell’acqua, ciò che interessa il nostro CLUSTER di ricerca e sviluppo Egocreanet, è essenzialmente rivolto a come l’acqua sia un vettore di comunicazione, informazioni elettromagnetiche bio-quantiche ( composte da bio-fotoni e biofononi ) le quali vanno a regolare le relazioni tra epigenetica e la genetica modulandone l’espressione.

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Le Tracce mnesiche – vibrazionali della BioQuantica di Paolo Manzelli

L’ORECCHIO DI UN SORDO NON EMETTE SUONI

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La memoria a lungo termine (MLT) non è una collezione di molecole ma un archivio di vibrazioni dell'”Energia Vitale”. Purtroppo le logiche meccaniche della scienza hanno limitato gli studi sulla memoria, sulla ricerca di molecole che agiscano come interruttori molecolari dell’attività o viceversa dell’Inibizione Neuronale, così da trovare farmaci per curare disturbi di memoria e per migliorare la capacità di apprendimento cognitivo. Tale attività catalitica dell’eccitabilità neuronale è stata ad es. individuata nella Molecola Protein Kinasi (PKA) e al contrario l’inibizione dell’eccitabilità neuronale, è stata riscontrata nella molecola di Calcineurina che si oppone all’attività del PKA. Comunque rispetto a questo stato di conoscenze il neurologo Eric. R. Kandel, nobel per la medicina del 2000, si è recentemente espresso dicendo che l’obiettivo di produrre farmaci in grado di migliorare la memoria negli esseri umani rimane ancora una chimera, ma è concepibile che in futuro si possa sfruttare il meccanismo degli interruttori molecolari appena scoperto solo per porre rimedio a modeste perdite di memoria associate all’età. Sapendo pertanto che la MLT non e’ un magazzino di molecole, la Bioquantica propone un differente modello di attivazione della memoria, non più molecolare, ma essenzialmente vibrazionale. E’ noto che l’intervento di asportazione dell’Ippocampo, ed dell’Amigdala dal sistema Limbico determina un profondo deficit di MLT mentre lascia solo attiva la capacità di memorizzazione a breve termine .

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Inoltre dato che le vibrazioni che trasmettono interattivamente informazione con l’ ambiente, sono interpretate dalla BioQuantica in termini di comunicazione di vibrazioni-quantiche ( Biofotoni per luce e Biofononi per udito, tatto,odorato e gusto), pertanto Ippocampo e Amigdala assumono la funzione di “hard disk” delle vibrazioni -quantiche, che sono proprie della memoria sensoriale, emozionale e semantica, con cui codifichiamo ed acquisiamo consapevolezza del mondo percepibile che conosciamo.

A differenza degli studi sui meccanismi molecolari la BioQuantica considera il sistema di ricezione percettiva un sistema interattivo che agisce per risonanza. Ciò significa che nella MLT vengono conservate le “tracce mnesiche” delle vibrazioni che ad es. servono all’orecchio per riconoscere e sintonizzare le frequenze probabilisticamente udibili non solo meccanicamente come frequenze numeriche( tra 16Mila e 20Mila Hz)ma anche emozionalmente e semanticamente accettabili come udibili dal nostro sistema fisiologico.

Pertanto nel “Modello BIOQUANTICO” la memoria a lungo termine (MLT) è essenzialmente data dalla capacità dinamica di un organismo vivente di conservare essenziali tracce vibrazionali della propria esperienza percettiva e di servirsene interattivamente per creare un sistema di riconoscimento sensoriale-risonante in modo da relazionarsi con il mondo esterno agendo in favore del controllo del più probabile mantenimento della propria identità fisiologica.

L’efficacia selettiva della risonanza vibrazionale, dipende pertanto dalla modalità frequenziale con cui le nuove informazioni apprese interagiscono con le vecchie strutture quanto-vibrazionali della MLT; pertanto tale transizione da un modello meccanico-passivo della percezione a quello interattivo-risonante, è il focus per sviluppare la più completa riformulazione delle vecchie teorie dell’apprendimento e del ricordo adattativo così da procedere verso nuove strategie di apprendimento creativo dell’innovazione BioQuantica.

In conclusione l’interattività risonante di tutti i sensi, per il Modello BIOQUANTICO è il fondamento della MLT-vibrazionale, senza la cui funzionalità identitaria, controllata ad un livello più profondo dal DNA, non diverrebbero operative le funzioni cerebrali superiori come l’apprendimento creativo cognitivo ed artistico, il linguaggio, e le capacità decisionali di impostazione e risoluzione di problemi che oggi sembrano andare verso un irreversibile degrado.

—> A mia Moglie. SAN VALENTINO 14/02/2018

Amigdala

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LA MENTE di Flavio Burgarella

Le neuroscienze avvallano il pensiero realistico secondo il quale per la Scienza Classica la mente è parte integrante del corpo e può essere studiata adeguatamente secondo il metodo scientifico. Secondo la Scienza della Coscienza la mente rappresenta il luogo dove il mentale e il naturale si incontrano. E’ proprio questo “apparire” secondo il filosofo Emanuele Severino che è condizione necessaria al loro essere. Mente e materia non appaiono dunque come esperienze isolate, ma sono sempre presenti in quel “cerchio dell’apparire” che tutto mostra, il fondamento sul quale ogni manifestazione può essere affermata. Questo “cerchio dell’apparire” trascende ogni dimensione parziale: ciò che si manifesta è un’attività pensata per cui la mente potremmo identificarla come l’attualità del pensato che appare e questo apparire è trascendentale. La mente non può quindi essere il prodotto di un singolo individuo come le neuroscienze assumono, ma un qualche cosa di universale. Il pensare è un atto originario rispetto al singolo soggetto che pensa: la mente non può essere considerata dal punto di vista riduzionistico come appartenente al cervello che compie un pensiero. Se la mente fosse totalmente riconducile al cervello non ci sarebbe mente. Il riduzionismo nega ciò che esso afferma. La contraddizione è palese: il riduzionismo meccanicista tipico dell’attuale procedimento scientifico nega quella mente e quel mondo che essa riconosce proprio per la sua volontà di ridurlo identificandolo con il cervello. Così anche la pretesa scientifica di indagare la mente isolandola come fosse esperibile dell’esterno è contraddittoria, in quanto non considerando il carattere trascendentale del mentale si pretende di descrivere una funzione biologica isolata che di fatto non può essere che una parte della visione d’insieme che la mente comprende.

L’identificazione della coscienza con la mente è una fonte concettuale di confusione a proposito del rapporto mente - corpo. La mente è l’apparire trascendentale degli essenti, la totalità che appare attualmente, mentre la coscienza ne è una parte, il luogo della mente dove i significati sono consapevoli. Conscio, e inconscio sono pertanto parti del trascendentale, luogo della mente in cui la consapevolezza illumina o no gli essenti. Parlare di mente e di coscienza è indicare differenti ambiti concettuali interrelati semanticamente e correlati alla complessa strutture dell’apparire. Il corpo è oggetto della mente, mezzo di espressione dei significati, quindi il problema del rapporto mente corpo è propriamente quello che sussiste tra coscienza e corpo poiché il rapporto mente corpo è originariamente lo stesso che intercorre tra l’apparire empirico di un qualunque essente e il suo apparire trascendentale. Come oggetto della mente il corpo si relaziona sia alla sua consapevolezza conscia che all’inconscio. Il corpo diventa così il luogo privilegiato di espressione dei significati coscienti e inconsci; è il mezzo con cui tali significati agiscono.

Questa interpretazione trascendentale della mente, dell’appartenenza della consapevolezza conscia e dell’inconscio come parti del trascendentale e del fatto che il corpo come oggetto della mente rappresenti il luogo principale dove i significati coscienti e inconsci agiscono, ci spiega come un’intenzione di guarigione da parte di Burgarella Quantum Healing (BQH) possa produrre i risultati desiderati. Ci spiega come una disarmonia generata da una tensione di coscienza si esprima in una malattia nel paziente e come una sua intenzione di guarigione da noi mediata, attraverso la trascendenza della mente possa rappresentarsi a sua volta come corporeità in noi: un formicolio, una dolenzia in una parte del corpo senza nesso causale. In questo caso è sufficiente accettare senza giudicare la corporeità in noi manifestatasi per far sì che si dissolva e che, di concerto, si attenui o sparisca la tensione di coscienza che aveva generato la malattia nel paziente, comportando l’evoluzione favorevole verso la guarigione. Secondo Dean Radin le prove ripetibili in laboratorio suggeriscono che noi abbiamo la proprietà di “percepire” il futuro, di percepire informazioni e influenzare eventi lontani nel tempo e nello spazio, implicando la possibilità che le nostre intenzioni non influenzino soltanto i nostri pensieri e i nostri corpi. Secondo Richard Neslon inoltre la presenza di più menti coerenti, concentrate su un unico punto, quale quello del team di BQH, sia in grado di diffondere nell’ambiente una sorta di “Campo” creatore di ordine che riduca l’entropia, cioè ad un alto livello di coerenza mentale corrisponderebbe un migliore “ordine” nella materia che riporta all’ armonia, alla realizzazione dell’intenzione di guarigione. E’ per questo motivo che la ricerca sulla Intenzione di guarigione in BQH si avvale di un gruppo di persone formate alla “tecnologia della coscienza” rappresentata nella pratica.

LA SCIENZA DELLA COSCIENZA

Mentre nella Scienza Classica si afferma l’esistenza oggettiva del mondo e viene ben distinto l’oggetto dal soggetto, nella Scienza della Coscienza, secondo i principi della fisica quantistica, si accetta che l’osservatore influenzi l’oggetto osservato, riconoscendo in questo modo l’esistenza di molte vie per comprendere la realtà. E’ la coscienza stessa che rende possibili tutte le esperienze. La Scienza della Coscienza è la scienza degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti, rappresenta quella che Deepak Chopra chiama la “scienza dei qualia”.

I “qualia” (plurale neutro latino di quale, (cioè di qualità, attributi ecc.) rappresentano “gli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti”, laddove ogni esperienza cosciente ha una sensazione qualitativa diversa da un’altra, a cui soltanto colui che percepisce può accedere. I qualia, benché facilmente individuabili dal punto di vista personale, sono elementi estremamente semplici ma non analizzabili dalla Scienza Classica, non rappresentando un tipo di fenomeno spiegabile con l’approccio sperimentale delle neuroscienze. I qualia sono semplici in termini metafisici, ma essendo esclusivamente soggettivi non è possibile una loro ricostruzione fisica in quanto dovrebbe essere totalmente obbiettiva, basata su strutture causali e relazionali. L’acquisizione dei qualia come parti integranti della Scienza della Coscienza si diversifica così dalla Scienza Classica. Mentre la Scienza Classica è stata e sarà sempre utile per la creazione di nuove tecnologie, la Scienza della Coscienza favorirà una evoluzione stessa della coscienza delle persone che popolano il mondo, nella direzione dell’unità, della pace, della salute e della saggezza.

Burgarella Quantum Healing (BQH) per derivando la sua esperienza da una approfondita conoscenza pratica della Medicina Ufficiale si spinge verso l’accettazione dei qualia, cioè degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti come parti importante della formazione e dell’acquisizione medica nel favorire i processi di guarigione del paziente. Burgarella Quantum Healing (BQH) riconosce la coscienza come stato primitivo dell’essere, rappresentando la somma di tutti i campi quantici presenti nell’universo e in quanto tale ha la capacità intrinseca di interagire con sé stessa. Dobbiamo cioè riconoscere l’esistenza di un profondo livello di coscienza, come parte trascendente della mente, che potremo chiamare Coscienza Universale, che non ha dimensioni, in quanto nella dimensione spazio – tempo sono contenuti dei qualia, cioè sono presenti degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti, mentre la Coscienza Universale non ha qualia, ma è la fonte stessa di tutti i qualia. Secondo questa visione l’esperienza soggettiva, intesa come percezioni, immagini, pensieri e sentimenti, cioè i qualia del modo con cui noi viviamo, è connessa con la coscienza, che ne rappresenta la fonte primaria. Qualia sono anche il modo con cui soggettivante viviamo l’esperienza del dolore, della gioia, della percezione dei colori, dei desideri, della memoria, dell’immaginazione, dell’intuito, dell’intenzione, della creatività.

Noi percepiamo così la realtà esterna attraverso la nostra predisposizione a percepirla; la percepiamo come qualia, non in quanto oggettivamente tale. In questo modo senza la nostra partecipazione soggettiva, non esiste nulla in quanto oggettivamente tale. Senza la nostra percezione la materia e l’energia lo spazio e il tempo e quindi tutte le variabili scientifiche associate, semplicemente non esisterebbero. I qualia ci permettono di connettere dunque ogni cosa alla nostra esperienza e ogni cosa rappresenta un campo di coscienza, ricordando che la Coscienza Universale è la somma di tutti i campi di coscienza. La percezione rappresenta quindi la caratteristica con cui ogni specie fa la propria esperienza, con cui l’uomo vive l’esperienza umana. Gli organi della percezione, tra cui la vista, l’udito, l’odorato, il gusto e il tatto, ma anche il senso percettivo innato nell’uomo e sviluppato dall’esperienza, che accomuna l’Aborigeno Australiano e il l praticante di BDH, non sono loro che creano la percezione stessa; rappresentano infatti dei filtri attraverso i quali la coscienza crea i qualia, con i quali interpretiamo il mondo, la realtà che ci circonda. Il cervello riconoscendo i qualia li elabora poi come simboli, ma la loro essenza è nella coscienza. In questa visione la coscienza rappresenta un Campo Quantico di infinite possibilità. E’ un Campo che esiste prima dei qualia, dei quali ne è la fonte; è un Campo che non può essere percepito dal cervello, il quale può conoscere la realtà solo attraverso i qualia. Il Campo Quantico matrice dei qualia è non locale, dove il tutto mantiene il contatto con le parti. La località che sperimentiamo dobbiamo intenderla come qualia, come esperienza locale di un Campo non locale di coscienza.

Flavio Burgarella

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“La ricerca del senso perduto” di Paolo Manzelli

Alla base della malattia e del cancro c’è un difetto di comunicazione ed una perdita di senso causato dall’esistenza di concezioni meccaniche troppo lontane dal capire la Vita.

--> Tema considerazioni su: <EPIGENOMA E CELLULE STAMINALI )

Queste cellule, staminali e i segnali epigenetici che determinano la specializzazione delle cellule è oggi una delle ricerche di importanza cruciale per lo sviluppo del Cluster /EGOCREANET .

Sono passati già sei anni da quando Shinya Yamanaka, (Premio Nobel 2012), dimostrava che le cellule della pelle potevano essere riprogrammate in laboratorio per diventare del tutto simili a cellule staminali embrionali.
Tutte le cellule di un adulto contengono esattamente lo stesso DNA, ossia gli stessi geni. La differenza fra i tipi di cellule risiede quindi nella serie specifica di geni che viene effettivamente espressa. Quindi possiamo pensare all'epigenetica come all'insieme delle modifiche del DNA che comandano e organizzano l’espressione dei geni.

Il Ruolo dei fattori epigenetici nell’identità delle cellule staminali e nei processi di rigenerazione tissutale è stato lungamente studiato dal Prof PM.Biava (Vedi: https://salute.bio/riprogrammazione-cellulare/ ) le cui ricerche hanno analizzato il ruolo della l’epigenetica della programmazione e della riprogrammazione cellulare, incluso l’utilizzo della riprogrammazione cellulare per lo sviluppo di nuovi modelli sperimentali per lo studio del cancro e delle malattie del sistema nervoso. La conclusione di tali studi è in progressivo sviluppo ed, in particolare, riveste un ruolo importante nel network europeo “The Epigenome”.

Allo stato attuale si ritiene che il riprogrammare le cellule in laboratorio significa disattivare i geni specifici della cellula differenziata, quelli che le attribuiscono una funzione specializzata all'interno dell'organismo, e quindi ri-condurla allo stadio di cellula staminale pluripotente in grado di assumere una nuova identità specifica.
La sintesi di tale ragionamento è in sostanza la seguente: tutte le cellule del nostro corpo, che siano del cervello, del cuore, dei muscoli o di qualsiasi altro organo, sono dotate dello stesso identico genoma eppure è evidente quanto siano differenti per forma e funzione.

Cosa rende quindi così diverso un neurone da una cellula della pelle? Dei 25.000 geni presenti in ciascuna cellula solo un determinato gruppo è espresso mentre gli altri sono silenziati. Di conseguenza si è ritenuto importante concepire un meccanismo selettivo che avviene a livello epigenetico (dal greco "sopra i geni") che consiste nel favorire modifiche chimico-molecolari che governano l'espressione genica attivando o reprimendo determinati geni senza alterare la sequenza del DNA. Una delle modalità con cui avviene la regolazione epigenetica è pertanto la modificazione per " metilazione degli istoni", proteine che legano il DNA e permettono la formazione della cromatina. Inoltre altre numerosi silenziamenti chimici del DNA risultano essere possibili in quanto anche essi provocano le modificazioni istoniche ad oggi individuate: come l' ubiquitinazione, acetilazione e fosforilazione.

EUREKA! ESCLAMAZIONE attribuita ad Archimede Pitagorico per indicare una scoperta innovativa capace di cambiare il Paradigma Meccanico della Quanto-Biologia

Il "DNA è uno strumento per dar forma alla vita", integrando l’informazione epigenetica (morfogenesi) e quindi il DNA non è più limitato nel contenere una memoria genetica di informazioni ereditarie, sostanzialmente finalizzate a produrre proteine. Infatti ormai dall’anno 2003 in cui e stata completata la mappatura del genoma umano, sappiamo che per tale funzione di produzione proteica può essere riservato solo un 2% del genoma umano, mentre l’intero genoma ha la funzione di "scolpire le forme ed i colori" in cui si manifesta la vita integrando in se l’informazione epigenetica.
Questa impostazione diametralmente differente dalla concezione del DNA come testamento ereditario di codici di informazione genetica è quello sviluppato dal Cluster Egocreanet e recentemente anche da altri, la quale pone in rilievo l’azione del DNA come “Antenna rice-trasmittente” basata sulla elettrodinamica quantica.

Vedi: https://dabpensiero.wordpress.com/…/morfogenesi-e-quantum-…/ ; http://gsjournal.net/…/Communicat…/%20Medicine/Download/7085

In tal caso l’interazione quantica tra Genoma ed Epigenoma avviene come processo di integrazione energetica tra informazioni epigenetiche e geniche capaci di dar vita alla forma del corpo e dei suoi organi come emissione di biofotoni e biofononi che hanno acquisito un carattere morfogenetico

Tale sistema "bioquantico interattivo tra genetica ed epigenoma", conduce quindi ad un netto superamento della precedente concezione per la quale si ritiene che, mentre le cellule evolvono verso la loro specializzazione, alcune aree del relativo genoma vengono "chiuse" o alterate da varie modifiche chimico-istoniche, tali da impedire il flusso di informazione epigenetiche di attivare normalmente la differenziazione cellulare cosi da trovare una strategia retroattiva per far regredire le cellule a staminali totopotenti, mediante la disattivazione di alcuni geni o di loro combinazioni.
Questa limitazione dell'accesso alla specializzazione cellulare provocata da un silenziamento chimico della cromatina, come EGOCREANET-Cluster la consideriamo assurda e probabilmente pericolosa perché provoca una dannosa limitazione dell’espressione del DNA –ANTENNA che invece deve manifestarsi a pieno come espressione del "potenziale quantico-morfogenetico" capace di effettuare una ottimale integrazione tra energia ed informazione genetica ed epigenetica per dar forma alla vita.
Diversamente dalla medicina rigenerativa riteniamo pertanto che, per il fatto che le cellule staminali sono in grado di produrre qualunque tipo di cellula, il loro DNA-Antenna, sia maggiormente aperto alle informazione epigenetica e di conseguenza alla manipolazione morfogenetica irradiata come Biofotoni e Biofononi per l’organizzazione del sistema vivente.

In tal modo si apre un nuovo capitolo della “bioquantica della vita” capace di rivelare i segreti morfogenetici che inducono e possano rendere reversibile la specializzazione delle cellule staminali a scopo terapeutico .

La medicina rigenerativa: fondata su sistemi meccanicisti di metilazione o altro, a nostro avviso dovrà capire come il DNA ANTENNA sia capace di integrare l’informazione epigenetica ed irradiare informazione morfogenetica risultante con modalita bioquantiche adatte a ri-modulare lo sviluppo delle cellule staminali

Pertanto non consideriamo più utile ed etico agire mediante la metilazione della cromatina come processo cruciale di indole meccanica per bloccare la espressione del DNA, ciò in quanto la regolazione dell'espressione genica non dipende unicamente dal silenziamento di aree del DNA, ma prevalentemente dalla integrazione morfogenetica tra il DNA-ANTENNA e l’informazione/energia proveniente dall’ambiente e dalle sue variazioni che sono capaci di far evolvere in particolare alcune funzioni rigenerative delle cellule staminali in vero cruciali nello sviluppo armonico dell'organismo.
Le potenzialità dell’azione Morfogenetica del DNA-ANTENNA permetteranno un notevole avanzamento delle conoscenze delle funzioni epigenetiche nella integrazione della emissione di biofotoni e biofononi irradiati dai vari DNA ( Nucleare Mitocondriale ) e ritrasmessi da vari recettori biologici.

Uno degli aspetti salienti della Quanto-biologia basata sulla funzione del DNA-ANTENNA riguarda pertanto l’aumento della plasticità delle cellule staminali semi o totopotenti la cui capacità di differenziare in vari tipi cellulari – diviene un aspetto chiave nel potenziale utilizzo di queste cellule al fine di rigenerare tessuti ed organi la cui composizione e funzione viene compromessa in condizioni patologiche causate da profondi cambiamenti ambientali.

Infine in conclusione di questa breve sintesi degli studi del CLUSTER /Egocreanet , l’approccio ri-generativo possibile diventa del tutto diverso da quello che conduce a distruggere le cellule cancerogene, come fanno tradizionalmente con la chemioterapia , ciò in quanto si ritiene possibile rieducare Morfogeneticamente le cellule toto o semipotenti a riattivarsi in modo fisiologico ed armonico con le variazioni ambientali . FIRENZE 28/02/2018