Il Convegno su Acqua, Luce e Suono

Questo Convegno del Cluster/Egocreanet si terra’ il Giovedi 24 Maggio 2018, dalle ore 09.00 alle ore 18.00, nella Sala Delle Feste della Regione Toscana, Via Cavour 18, Firenze-Centro , primo piano.

Acqua, Luce e Suono sono tre degli elementi fondamentali per la vita, responsabili anche del benessere della materia, altro elemento essenziale, e quindi delle persone e di tutti gli esseri viventi.
Le energie che emanano, o che semplicemente trasportano e modulano, incluso il calore, altro elemento essenziale alla vita, sono indispensabili per plasmare la materia e farla vivere nelle migliori condizioni.
La scienza orientale ha sempre considerato essenziali tutti questi elementi, mentre in Occidente, da Newton in poi, l’affermarsi del principio che “tutto quello che non si può’ misurare, ripetere e riprodurre va rifiutato”, ha portato ad oltre tre secoli di oscurantismo intellettuale, su cui molto hanno giocato e lucrato cosiddetti scienziati e potenti di turno, fenomeno evidentissimo anche oggi.
Il progresso della scienza e’ cosi’ proseguito da un lato solo, quello materiale e lineare, senza essere mai completo.
Solo all'inizio del secolo scorso, con la scoperta delle onde elettromagnetiche, radio, cioè’ di forme di energia allora non misurabili, ripetibili e riproducili, si e’ ritornati a capire l’importanza di questi elementi nella vita e nella salute umana, e si e’ timidamente ritornati a considerare l’altro ramo della scienza, cioè’ quella osservazionale e quantistica, valido quanto quello lineare e matematico.
Un ruolo fondamentale lo ha avuto la fisica, da Einstein, a Tesla, a Lam.
Mentre la scienza tradizionale, specie in Italia, ancora in gran parte ignora la quantistica, gli scienziati veri, invece, hanno compreso la sua importanza, ed hanno iniziato a dimostrare il nesso tra queste forme di energia (acqua, luce, suono, calore) e la materia, e soprattutto il loro ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del genoma, cioè’ del codice genetico scritto nel DNA di ogni cellula di qualsiasi organismo vivente, che rappresenta la memoria della cellula stessa, e che, una volta tradotto, ne permette la materializzazione.
In altre parole, la programmazione genetica materiale e’ in diretta connessione con le energie in cui le cellule sono immerse, e dalla loro interazione dipende non solo la costruzione e la vita delle cellule stesse, ma anche il modo in cui esse vivranno, se in salute ed armonia, o in malattia e sofferenza.
Il Convegno tenterà’ di spiegare e dimostrare l’importanza di tutto ciò’, e per farlo ci saranno medici, fisici, chimici, biologi, ingegneri, insegnanti, ma anche artisti, pittori, ballerini, poeti, musicisti.
Persone di estrazione culturale totalmente diverse, ma collegate da un filo conduttore comune: l’aver capito l’importanza del collegamento imprescindibile tra l’energia e la materia, e come l’energia la possa influenzare e plasmare, tramite l’epigenetica, e viceversa.
Nel nostro mondo purtroppo e’ raro questo approccio alla scienza. La medicina tradizionale farmacologica, ad esempio, si limita a considerare il 15% della materia che compone il corpo umano, ma tralascia completamente il resto dei componenti, cioè’ l’85% di acqua ed il 100% di energia, sia quella che il corpo assorbe, sia quella che emette. Eppure, secondo l’OMS, la medicina farmacologica cura meno del 20% della popolazione mondiale, e questa percentuale non e’ assolutamente la più’ longeva, ne’ la più’ sana e felice. D’altra parte, ad esempio, la medicina olistica indiana cura una parte molto più’ consistente dell’umanità, ma fa l’errore opposto, cioè’ si basa esclusivamente sulle energie, trascurando la materia.
Questo convegno si propone di dare un piccolo contributo per tentare di aprire le menti e gli orizzonti della scienza e soprattutto delle persone che se ne occupano a vario titolo, indicando una strada ben precisa che andrebbe sempre percorsa, in ogni settore della vita dell’uomo, per aumentare veramente il benessere di tutti.
La bozza del programma preliminare chiarisce come si intende procedere.

MATTINO
• Cosa è l’epigenoma
• L’ acqua per la salute e il benessere
• Ruolo della luce nel corpo umano e sua distribuzione
• Il suono e la morfogenetica

POMERIGGIO
• Dalla nutrigenetica alla epigenetica.
• Medicina quantica
• Arte e scienza
• Musicoterapia
• Yoga Danza e Canto

Infine, una Tavola Rotonda, con ricercatori e imprenditori interessati a presentare e finanziare progetti nel settore.
Coordinatore: Paolo Manzelli , Presidente Egocreanet (ONG c/o Incubatore Universita’ di Firenze) e Valerio Sgalambro

Articolo di Leonardo Longo

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XXVI Convegno nazionale ILSA – Firenze- 19 Maggio 2018

Neurolinguistica dell' apprendimento nelle nuove tecnologie di P.Manzelli 

→ Nuove sfide per la glottodidattica contemporanea on line (1)

  • La Mente che apprende http://www.edscuola.it/archivio/lre/mente_che_apprende.htm
  • L' avvento della rete internet e la multimedialità  stanno modificando le modalità di apprendimento e di comunicazione, dalla tradizionale presenza relazionale del docente che oggi puo' essere ampiamente limitata previlegiando l' auto-apprendimento on line. In questo cambiamento, diviene opportuno favorire la conoscenza neurologica in relazione all' apprendimento delle lingue per avere maggiore coscienza della natura cerebrale dell'appredimento linguistico cosi importante per comunicare il proprio pensiero e cultura.

Pertanto la mia relazione vorra’ focalizzare la necessità di realizzare uno sviluppo trans-disciplinare tra neuroscienze e glottodidattica presentando, in breve, i processi neuro-fisiologici dell' apprendimento e della memorizzazione del suono ( Organizzazione della Coclea), dall'associazione concettuale della Voce (Area di Wernike ) e della sua espressione linguistica (Area di Broca ) e delle associazioni con la motivazione ( Area Talamica) e l' attenzione all' auto-apprendimento (neuroni Mirrors) cognizioni neuro-linguistiche di base che poi andranno articolate per articolarle in contesti diversi di apprendimento                ( bambini ,adulti , materna , e lingue straniere) (1)

 

 

Sintesi

  1. L' organizzazione dell'udito per la percezione del suono : (nozioni di base)

vedi: riflessione ,http://www.edscuola.it/archivio/lre/suono_tempo.htm

vedi Acustica : http://boccignone.di.unimi.it/Modelli_Percezione_files/LezPMPAcustica.pdf

Suono voce fononi : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=99019

E' importante sapere che la menbrana timpanica può subire traumi per una pressione sonora oltre i 4.0 Hz.

La questione più importante nell'acquisizione delle onde sonore risiede nel fatto che, solo recentemente, si è compreso che la selezione dei suoni e delle loro tonalità recepite dall’orecchio vengono selezionate da un doppio sistema risonante ( Stereo-ciglia Neuronali in file multiple) che, non solo ricevono le frequenze sonore, ( tra 16.000 e 20.000 Hz) ma anche le emettono per creare una selezione per risonanza delle tonalita’ che possono essere indirizzate alla varie aree cerebrali interessate alla gestione ed alle emissione di suoni . Le cellule cigliate (rivolte alternativamente piegate verso l’ esterno e l’ interno) sono elementi neuro-epiteliali di trasmissione sinaptica situati nel labirinto della coclea ( in n° tra 4000, e 12.000) , che sono specializzati per la trasduzione sensoriale meccano-elettrica.      La “sordità’” corrisponde al fatto che l’orecchio potrebbe ricevere suoni ma non riesce ad emetterli per selezionarli e comunicarli simultaneamente alle varie aree cerebrali le quali danno significato e poi trasformano in linguaggio e canto la comunicazione sonora .

B) Nuove sfide per la ricerca in glottodidattica e neurologia contemporanea

La struttura quantica del suono composta da biofononi (= quanti del suono) fluisce all’ interno della struttura neurologica che si comporta come un computer quantico scambiando informazione sonora selezionata dalla doppia corona di stereo-ciglie (esterne ed interne) con le varie aree cerebrali interessate agendo in parallelo anziche in serie , permettendo cosi una rapida sintesi della comunicazione interattiva di biofononi.

"Il potere del cervello quantico" può essere attivato e potenziato dallo sviluppo di comprensione sulle nuove conoscenze relative allo sviluppo dei computer Quantistici che lavorano in Q.Bits.

C) Nuove teorie della mente :

http://www.psicopolis.com/renafop/nuoveteoriemente.htm ;

http://www.edscuola.it/archivio/lre/teorie_mente.htm,

Synapsis 2014: https://issuu.com/synapsis9/docs/synpasis_magazine

Lo sviluppo della comunicazione interattiva dipende delle probabilita’ di sviluppare la comprensione degli  stati mentali che presiedono all'organizzazione condivisa del pensiero, sentimenti,  motivazioni e credenze integrate al fine di rispondere coerentemente alle attese dell’ interlocutore

D) Il Cervello come Computer Quantico: per capire, compiutamente, le attività cerebrali è oggi necessario far ricorso alla “Biologia Quantica” , (www.bioquantica.org) che è capace di rileggere l'attività encefalografica del cervello con la più efficiente applicazione teorica

https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/consapevolezza/quantum-brain-cervello-come-computer-quantistico

E) Le basi neurobiologiche dell’apprendimento linguistico

Lateralizzazione cerebrale e specializzazione emisferica dell’ Uomo

L’emisfero sinistro controlla i movimenti e la sensibilità della parte destra del corpo e viceversa. L’emisfero sinistro ha contatti con l’emisfero destro attraverso il Corpo Calloso, ma risponde alle frequenze delle onde quantiche ( componente temporale) anziché alla loro lunghezza d’onda ( previlegiando la componente spaziale). Pertanto l’emisfero sinistro è più specializzato nelle funzioni linguistiche (e nella comunicazione) specializzazione nei processi di analisi e categorizzazione é maggiormente interessato nella decodificazione e produzione di componenti fonologiche, morfologiche, sintattiche e lessicali del linguaggio. L’emisfero destro invece è più specializzato nelle funzioni che implicano un' elaborazione di tipo "visuo-spaziale" ed appare piu’ correlato al sistema Talamico che è deputato all' elaborazione affettiva ed emotiva del suono.

F)-Le aree funzionali del linguaggio Area di Wernike ed Area di Broca’ .

L’accesso alle aree che processano le funzioni del linguaggio è determinante sia per dare un significato al suono , sia per trasdurlo in linguaggio parlato.

Tale dimensione processuale del linguaggio è affidata a due aree specifiche dell’ emisfero sinistro .

L' area di Wernicke, dal nome di Carl Wernicke, che nel 1887 individuò l’ area percettiva del linguaggio, nella parte del lobo temporale sinistro del cervello ,le cui funzioni sono specifiche per attuare la comprensione cognitiva del linguaggio. L’ Area di W. è connessa direttamente con la Memoria a Lungo Termine e si coordina con l' area di Brocà tramite un percorso neurale specifico detto fascicolo arcuato.

L'area di Broca’, dal nome del medico Pierre Brocà , che nel 1861 scoprì che essa corrisponde all' area del linguaggio articolata. Essa è situata nell’ emisfero cerebrale anteriore –sinistro , la cui funzione principale consiste ed articolazione del linguaggio parlato. L'area di Brocà è, quindi , il centro cerebrale che presiede alla capacità dell’ uomo di esprimersi, attraverso la voce.  Pertanto tale area di B: è profondamente coinvolta anche nella creazione delle strutture grammaticali astratte del linguaggio. Di fatto il linguaggio può essere generato in modo indipendente dal suono, come quando si scrive o si pensa per attuare un saldo riferimento alla memoria a lungo termine. Comunque, normalmente, l'introspezione muta del linguaggio è importante per l’ apprendimento in quanto favorisce che i nostri pensieri risuonino nel cervello, come se stessimo ascoltando un discorso interno, cosi da generare l'impressione che il suono sia inseparabile dal linguaggio parlato nell’ ambito di un fattore fattore temporaneo di forte intenzionalita’. Pertanto l 'area di B. non si limita a intervenire solo nel momento in cui è necessario trasformare il “discorso interno” in una serie di comandi all'apparato fonatorio, ma concorre alla formazione di caratteristiche linguistiche più astratte, come l'elaborazione grammaticale della lingua.

G)- I Neuroni Specchio “MIRROR NEURONS” e la Empatia.

EMPATIA E COMUNICAZIONE : La regolazione delle emozioni condivise è un processo fondamentale nella nostra vita comunicativa sociale ed economica. Sintonizzarsi Empaticamente:  l’ascolto interattivo e più facile quando siamo in presenza dell'altro ma, può essere fatto anche a distanza.  La possibilità di regolare le proprie emozioni mediata dall' apprendimento cosciente delle funzionalità dei neuroni specchio, può essere indotta ed appresa socialmente dalla capacità innovativa, risonante con le necessità di sviluppo della interattività. L’empatia è quel tipo di induzione reciproca di un “sentimento” che induce a immedesimarsi negli stati d’animo del prossimo , che consente di imparare per imitazione. Le recenti scoperte nel campo delle neuro-scienze hanno messo in luce l’attività dei “Neuroni Specchio” che sono sensibili ad interpretare sensazioni inter-soggettive comunicate a distanza che determinano le capacita di vita sociali tra le specie viventi più evolute. L’empatia (da: En=dentro e Phatos= sentimento) è pertanto l’espressione di una attività neurologica inclusa nella naturalezza biologica del cervello umano, la quale, pertanto, potrà trovare una sua maturazione nel divenire sociale in un mondo globalizzato. Educare alla motivazione e all’attenzione empatica permette di facilitare notevolmente l’ apprendimento linguistico.

H) La dimensione percettiva della “sonorita’ “ del linguaggio

Nell’ apprendimento delle Lingue va tenuto conto del rapporto tra “Frequenza e Armonia e Ritmo” (Loundness “L” ) nella percezione di suoni non nativi compresi i dialetti . La Sonorità tratta delle caratteristiche fonetiche per cui la voce acquista una caratteristica tonale del suono di tipo: aspro, dolce, vivace, solenne ecc che, in particolare caratterizza una poesia o l’ opera musicale. La sonorità acustica, appresa fin da bambino , influisce nell’ apprendimento da adulto della lingua proprio in quanto tale sonorità è registrata nella memoria a lungo termine e fa da riferimento ad ogni successiva percezione linguistica . Cosi ad es. la Sonorità tra Italiano e Spagnolo e assai simile ( il “L” si caratterizza nell’ intervallo tra 2000 e 4000 Hz per entrambe le lingue di origine Latina. Cio’ diversamente dal Francese dove il “L” si caratterizza tra i 3500 e 700 Hz , mentre per l’ Inglese il “L” e tra i 4000 e 9000 Hz) .La differenza di “L” nativo può creare un impatto negativo nelle capacita di segmentazione in sillabe di linguaggi e rendere difficile la comprensione di una nuova lingua o di un differente dialetto . Certamente le sonorità di alcuni linguaggi che hanno un ampio intervallo di frequenze native udibili ( come ad es le Lingue Serbe tra 200-1600 Hz) presentano maggior facilita’ di apprendimento di nuovi linguaggi) Infine altre modificazioni fonetiche possono essere prese in considerazione come ad es la desonorizzazione finale, che è un tipo di modificazione fonetica praticata osservata in certe lingue Europee ed internazionali.  Il fenomeno si verifica particolarmente nel tedesco, in ceco, in polacco, in russo, ,turco, olandese e consiste nel pronunciare sistematicamente le consonanti come sorde in finale di parola, determinando una difficolta di apprendimento tra lettura e pronuncia

I)- La memoria sensoriale breve termine e la memoria a Lungo Termine. (MTL)

La MTL si differenzia dalla memoria di lavoro a cui partecipa ogni singolo neurone ed e collocabile in una area protetta allla base del cervello centrale capace di connettersi alle regioni piu antiche del nostro sistema neuronale centrale che inizia dalla colonna cerebrale

Le memorie a lungo termine https://www.scribd.com/document/238134120/Manzelli-Paolo-Cervello-e-Memoria; http://www.storiologia.it/cervello/cerv01.htm

Ttracce Mnesiche : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=100410

L)- Lo sfondo metodologico della Educazione a distanza ( e-learning) : multimedialità, interattivita’ creativita’, socializzazione.

Come conclusione di questa ampia ed articolata riflessione su “Neurolinguistica dell' apprendimento nelle nuove tecnologie” è necessario precisare che la E.Learning interattiva non puo limitarsi a un fattore tecnologico (Web. 2.0 e multimedialita’) ma ad una sperimentazione creativa dell’ apprendimento collaborativo e condiviso basata sulla ricerca di contenuti trans-disciplinari e di una logica costruttivistica del sapere e del suo continuo aggiornamento finalizzato ad una ampia diffusione e socializzazione di saperi innovativi sia nel campo della scienza che dell’ arte. .

Nuovi Scenari nella didattica delle Lingue :

https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/102431/137541/TESI%20DOTTORATO%20MEO%20DANIELA %20L-LIN_02%20-XXI%20CICLO-.pdf

 

Arte  e  Scienza  Quantistica:

http://www.ticonzero.name/1/scienza_e_arte_di_paolo_manzelli_6597996.html


 

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VISIONE A OCCHIO NUDO DELL’AURA UMANA di L.Pederzoli – EVANLAB

VISIONE A OCCHIO NUDO DELL’AURA UMANA

Questa è la spiegazione fisiologica più probabile della capacità umana di vedere l’aura a occhio nudo.

COME FARE A VEDERLA

Per osservare a occhio nudo l’aura umana occorre disporre la persona da esaminare a qualche metro di distanza, contro uno sfondo neutro (ad esempio grigio o beige), con luce uniforme e piuttosto debole, possibilmente quella del cielo (non importa se sereno o nuvoloso), ma può andar bene anche una luce artificiale.

Bisogna predisporsi a notare, senza fretta, sfumature di grigio-azzurro ed eventuali tonalità di colore molto leggere e poi vedere la persona senza guardarla, come se fosse trasparente e si stesse osservando qualcosa che sta a decine di metri dietro di essa, eventualmente un po’ sopra o di lato.

Inoltre la visione migliora facendo dondolare lentamente a destra ed a sinistra la persona sotto osservazione, perché il movimento lento del soggetto favorisce la percezione delle sfumature più deboli rendendole mobili contro uno sfondo omogeneo e fisso.
La maggior parte di coloro che provano questa tecnica riesce a vedere quasi subito l’aura, perlomeno la sua parte più vicina al corpo (l’aura, con intensità decrescente, occupa almeno un metro su tutti i lati attorno al corpo). Alcuni, particolarmente dotati, la vedono addirittura quasi subito a colori. Ogni tanto conviene battere le palpebre per evitare gli effetti della persistenza retinica dell’immagine.

Sono dotati di aura anche gli animali e le piante; persino la cose inanimate la possiedono, ma molto sottile e di forma costante, mentre gli esseri viventi, e soprattutto gli esseri umani e gli animali, hanno un’aura con forma e colori che possono variare rapidamente.
L’aura sembra implicare una leggera alterazione dell’indice di rifrazione dell’ambiente attorno alla persona (pare, infatti, che non si tratti solo dell’aria, perché l’aura segue rigidamente i movimenti del corpo e la sua forma è insensibile ad un forte soffio d’aria laterale).

PERCHÉ SI VEDE

La rètina, che è il sensore d’immagini contenuto nel nostro occhio, non si comporta allo stesso modo in tutte le sue parti e contiene due tipi di cellule sensibili alla luce: i coni, che sono di tre tipi per distinguere i colori, e i bastoncelli, che sono di un solo tipo perché sensibili soltanto all’intensità luminosa. I coni sono responsabili della visione a colori con alta luminosità ambientale, mentre i bastoncelli servono per la visione in bianco e nero in condizioni di bassa luminosità.
I coni sono concentrati in una zona della retina che viene chiamata “macula lutea”, dove coesistono con i bastoncelli, tranne che in una piccola parte di essa denominata “fovea centralis”, nella quale sono presenti solo coni. Oltre il limite esterno della “fovea centralis” la densità dei coni si riduce rapidamente ed aumenta, altrettanto rapidamente, quella dei bastoncelli, fino a raggiungere il limite esterno della “macula lutea”; da lì in poi la densità dei bastoncelli inizia a decrescere, mentre si procede verso la periferia della rètina.

Quando osserviamo un particolare e lo “mettiamo a fuoco”, facciamo in modo che la parte dell’immagine che a noi interessa maggiormente coincida con la piccola depressione chiamata “fovea centralis”, che richiede una buona illuminazione ma consente una visione molto particolareggiata, dato che in essa c’è un’alta densità di coni.

All’interno della macula lutea, ma al di fuori della “fovea centralis”, la visione è ancora piuttosto buona e, per merito dei bastoncelli, rimane più che accettabile anche con luminosità ambientale non elevata. All’esterno della “macula lutea” ci sono solamente bastoncelli, che sono più densi nelle sue vicinanze.

In sintesi, mediante la “fovea centralis” si possono distinguere molto bene, con tutti i dettagli e a colori, particolari piccolissimi ma ben illuminati. Spostandosi all’esterno di essa, ma sempre restando all’interno della “macula lutea”, si possono ancora vedere particolari piccoli, ma non piccolissimi, e lo si può fare anche se non sono molto illuminati continuando a percepire chiaramente le tonalità di colore, oltre a distinguere perfettamente le sfumature di grigio. All’esterno della “macula lutea”, infine, si possono vedere solamente particolari di media grandezza e per di più in bianco e nero, cioè si percepiscono solamente le sfumature di grigio, ma questo è possibile anche in condizioni di debolissima illuminazione. Quando la luce è scarsa, infatti, i coni smettono di funzionare e rimangono attivi solamente i bastoncelli: ecco perché, camminando di notte con scarsa illuminazione, tendiamo a guardare il terreno con la “coda dell’occhio”, cioè con la zona della rètina che contiene solo bastoncelli, quella esterna alla “macula lutea”.

Nel modo descritto in COME FARE A VEDERLA non si “mette a fuoco” la persona e questo implica il coinvolgimento sia dei bastoncelli sia dei coni che stanno all’esterno della “fovea centralis”, ma all’interno della “macula lutea”, garantendo in tal modo, allo stesso tempo, una visione a colori discretamente dettagliata e l’apprezzamento di variazioni molto leggere di luminosità.

Tratto da libro: COSTRUTTORI DI MEGALITI (http://www.evanlab.org/public/wpcontent/uploads/2015/12/archeologia-psichica-e-la-civilt%C3%83-nuragica.pdf)

Articolo di L.Pederzoli - EVANLAB

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L’acqua strutturata ed informata di P.Manzelli

L’acqua è, nello stesso tempo, un ricevitore ed un emettitore di segnali elettromagnetici, e, quando viene agitata, si impregna in modo singolare di sostanze in essa disciolte utilizzando la logica del dipolo elettrico e dei clusters magnetici per immagazzinare informazioni biofisiche”.      J. Benveniste                                          

 L’acqua è una molecola variamente polarizzabile in quanto è un complesso sistema di ponti ad H ( da 4 a 3 a 2 a 1 ,a 0 ) nelle diverse condizioni ambientali ( T° e P ) e di soluzione ( l’ H2O pura non esiste a causa della sua elevata solubilità). Pertanto l’ angolo tra i due H e l’ossigeno può variare tra i 97° e i 104,5 ° a temperature attorno all’ambiente, ma non solo perchè l’H2O può anche modificare per rotazione (vortex) la sua struttura tetraedrica in risposta risonante a varie perturbazioni elettromagnetiche di bassa frequenza( infatti i due elettroni in coda all’ossigeno possono ulteriormente respingersi ed ampliare o ridurre l’angolo tra gli H e l’O). Tali effetti risonanti avvengono ad esempio con campi elettromagnetici sia interni ( formazione di cluster di acqua coerente dove le molecole oscillano in fase con un campo elettromagnetico di insieme “auto-generato”) che con campi esterni come il campo magnetico della terra e del sole ed anche in seguito ad influssi cosmici come asseriva Giorgio Piccardi, 1956.
(Vedi:https://www.ibs.it/segreti-dell-acqua-opera-scientifica-libro-generic-contributors/e/9788883232749 )
I legami a H (in media assorbono 5.0 Kcal/mole) si rompono al congelamento e cedono la loro energia all’ambiente. I Legami a H si formano e si distruggono nell’ ambito di 50.0 Femto secondi ; un mio studente Roberto Righini confermò questi miei calcoli con uno studio con Laser pulsati.
Quando il Legame ad H intermolecolare si rompe uno dei due H+ di una molecola tende ad acquisire uno dei due Elettroni (e-) in coda dell’Ossigeno dell’altra molecola, quindi si formano atomi di H-GOST (virtuali) per una inezia di tempo, che immediatamente si auto-distruggono senza dar luogo a bollicine di Idrogeno atomico. Questa azione (virtuale a bassa probabilita’) ) avviene anche quando l’H2O sostiene con i suoi ponti a H, il DNA , il quale, senza tale sostegno di alternata ricostruzione del ponti H, degraderebbe rapidamente. Questa è una ragione per cui Acqua e Vita sono strettamente congiunti.
Inoltre la costruzione/distruzione rapida dei Ponti H diventa un veicolo di informazioni “epigenetiche” per via bio-elettromagnetica ( per tramite quanti di Bio-fotoni della luce e di Bio-fononi del suono ) .
Sulla base di tali ampie variazioni strutturali dell’acqua già Wilhelm Roentgen ipotizzò una struttura “bifasica” dell’acqua come dovuta a diverse possibili configurazioni antisimmetriche dei dimeri di acqua (H2O)2; altri studi sull’acqua interfacciale polimerica sono stati fatti per dimostrare la possibilità di differenti strutturazioni dell’ acqua, ma più volte tali strutture instabili sono state contestate perchè l’ acqua aveva disciolto polimeri a cui l’acqua uniformava strutturalmente .
(Vedi:Tesi di sintesi delle ricerche sull’acqua vedi in: http://porto.polito.it/2597557/1/TESI_PART3_V2.pdf
Vedi: https://www.sanpellegrino-corporate.it/files/tesi/Tiziana%20Biunno.pdf)

Proprio per le sue caratteristiche di “cristallo liquido dipolare” e la sua capacità di aggregazione in clusters, le molecole dell’acqua hanno la possibilita’ di memorizzare le informazioni delle sostanze con le quali entrano in contatto condividendo le energie con le quali entrano in risonanza.
Inoltre l’acqua come sostanza diamagnetica possiede proprietà caratteristiche per le quali se viene esposta ad un campo magnetico, acquisisce una magnetizzazione di senso opposto a quello del campo. Questa proprietà diamagnetica modifica la polarità elettromagnetica ed bio-informativa dell’acqua determinando condizioni di differente informatizzazione dell’Acqua le quali attivano quei fenomeni elettrodinamici di tipo quantistico essenziali per la vita di tutti gli esseri viventi.
H2O Magnetizzata: http://beppe54.altervista.org/l-acqua-e-il-magnetismo.html
H2O Activation: http://www.edscuola.it/archivio/lre/acqua_attivata.htm
In vero si sa che le possibili diverse strutturazioni dell’acqua, ciò che interessa il nostro CLUSTER di ricerca e sviluppo Egocreanet, è essenzialmente rivolto a come l’acqua sia un vettore di comunicazione, informazioni elettromagnetiche bio-quantiche ( composte da bio-fotoni e biofononi ) le quali vanno a regolare le relazioni tra epigenetica e la genetica modulandone l’espressione.

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EQUIVALENZE NELLA TRATTAZIONE BIO-QUANTICA DELL’ENERGIA VITALE di Paolo Manzelli

Il mondo fisico della materia è una emanazione del mondo energetico, fatto di vibrazioni. Il nostro corpo/mente è  emanazione dell’ “energia vitale” che è misurabile come  vibrazione elettromagnetica coerente di un programma energetico composto  di segnali bioelettrici della luce e del suono.

Eventuali scompensi o blocchi nel fluire di questa vibrazione, determinano blocchi o rallentamenti della nostra energia vitale, e come conseguenza, il sorgere di scompensi psicofisici e di malattie che alterano le attività del corpo e della mente determinando blocchi psico-somatici della energia vitale.

Strumenti e metodi  “sottili” che agiscono per favorire l’armonizzazione  dell’energia vitale  luminosa e sonora, sono  noti  come yoga, qi-gong, reiki, agopuntura, laser-terapia, massaggi shiatzu, equilibrio dei chakra e nadi , ecc. …  i quali vengono orientati da metodologie antiche e moderne che dimostrano una sostanziale capacità  di regolare le discordanze e disarmonie e rimodulare il flusso del campo vibrazionale elettromagnetico generato dai sistemi viventi.(1), (2)

1) Arte Quantistica e il futuro della conoscenza : https://dabpensiero.wordpress.com/2016/01/12/arte-quantistica-nuove-visioni-del-futuro-della-conoscenza/”)

2) Medicina Quantistica : http://studylibit.com/doc/3440229/fisica-quantistica-e-medicina-integrale-20

Il flusso del campo elettromagnetico, non è continuo ma viene sezionato in segmenti reversibili separati da sinapsi che sono bidirezionali e che rendono la trasmissione energetica multifunzionale controllabile con modalità rapida e direzionale. I vettori quantici della trasmissione bio-elettromagnetica sono i “bio-fotoni per trasmissioni veloci di quanti di  luce e i bio-fononi per trasmissioni a più lunga distanza di quanti di suono .

Le “Sinapsi elettriche” sono necessarie per favorire l’eccitazione elettromagnetica corpo-mente, attivando mutue comunicazioni rapide e reversibili anche a notevoli distanze .Queste giunzioni sinaptiche, sono  ponti di raccordo che permettono la trasmissione di informazioni sotto forma di segnali elettromagnetici quantici.

La sinapsi elettrica agisce come  interconnessione elettromagnetica che è molto diffusa in natura e quindi non rappresenta una giunzione cellulare specifica soltanto attiva nel sistema nervoso. Le sinapsi elettriche si ritrovano in cellule appartenenti a numerosi tessuti, comprese le fibre muscolari cardiache e lisce, le cellule gliali, le cellule di diversi epiteli e quelle ghiandolari e sono costituite dalla produzione di una discontinuità citoplasmatica tra due o più cellule contigue attraverso particolari fessure dei vari tipi di tessuti cellulari.

Le sinapsi elettriche permettono una rapida comunicazione tra le cellule adiacenti o vicine al fine di ottenere una sincronizzandone l’attività elettromagnetica. Infatti, quando un lato della fessura sinaptica viene eccitato, si crea un gradiente di potenziale che agisce sulla apertura dei gap sinaptico quando viene raggiunto un determinato valore soglia così che le cellule post sinaptiche si depolarizzano ed innescano il potenziale d’azione che trasmette biofotoni e/o biofononi .

Nella sinapsi elettrica la trasmissione del segnale avviene perchè l’eccitazione bio-elettromagnetica diversifica la concentrazione di  ioni tra due o più cellule, senza alcuna mediazione chimica; questo rende la trasmissione estremamente veloce (senza ritardo sinaptico) e bidirezionale.

L’ accumulo di ioni avviene grazie alla presenza delle fessure sinaptiche (gap juntion di 02/ 04 nm) .

La presenza ravvicinata di varie gap junction forma tra le cellule una tipica forma di placca  detta “connessone”. La regolazione dell’apertura o chiusura della placca formata da proteine chiamate  “connessine” dipende dalla concentrazione di ioni Ca2+ ed anche  dal pH. Inoltre il complesso proteico delle membrane a volte forma altri nano-canali ( normalmente composti da tuboline) che hanno un diametro inferiore ai 2.nm i quali mettono  in ulteriore comunicazione l’interscambio di energia tramite l’irradiazione di spark di luce quantica o quanti di suono  (3)

3) Sinapsi elettriche : https://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=7&id=578

http://www.nonsolofitness.it/anatomia-fisiologia/fisiologia/sinapsi-elettriche.html

http://sapientemente.blogspot.it/2011/02/le-sinapsi-elettriche-le-correnti.html

http://m.docente.unife.it/franco.cervellati/9-sinapsi-2017.pdf

http://www.ferraldo.eu/didattica/Psicologia/COL%2005%29%20Sinapsi%20elettriche%20e%20chimiche.pdf

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Schema delle giunzioni comunicanti: ogni giunzione (giallo) è formata da due unità chiamate “connessioni”; ogni connessone è formato da sei proteine chiamate “connessine”.

L’apertura e chiusura del connessone avviene in seguito alla rotazione in senso orario delle 6 connessine. Si ritiene inoltre che alcuni tubuli (tubuline-nanometriche) possano collegare due cellule attraversando le giunzioni comunicanti.

L’attività delle Sinapsi elettriche può avere una evidente  correlazione di equivalenza con la funzione dei “Chakra”, ( termine che in sanscrito, significa letteralmente “ruota” , funzione  questa utilizzata per rappresentare più specificatamente un moto rotatorio dell’ energia vitale.  I chakra infatti, sono gangli di orientamento energetico associabili ad alcune zone del corpo fisico e sono considerati utili per favorire connessioni direzionali dell’energia vitale verso alcuni organi o ghiandole determinanti il benessere e la salute degli esseri viventi. Nei testi indiani e tibetani i chakra vengono descritti come loti forniti di un preciso numero di petali, a cui corrisponderebbero particolari colori, suoni, ed anche  immagini sacre. In particolare luce e suono sono in grado di modificare l’attività di questi gangli, da cui si diramano i vari Nadi ( canali fisici e psichici) in tutto il corpo, potenziandone la portata, aprendoli ove fossero più o meno chiusi, in definitiva riequilibrandoli e bilanciandoli per regolare il flusso delle energia vitale. (4) , (5)

4)Bio-Quantica :

http://vglobale.it/complementari/19056-che-cos-%C3%A8-la-bio-quantica.html

5) Suono,Voce, Fononi :

https://dabpensiero.wordpress.com/2018/01/09/note-su-suonovocefononi/

La Scienza contemporanea ancora frammenta le conoscenze in discipline e riduce a meccanismi separati, la complessità di natura olistica della vita; ciò malgrado la moderna scienza “bio-quantica“ oggi riconosca l’esistenza di deboli campi elettromagnetici generati dall’attività delle “onde particelle” di luce e di suono, emergenti dal cervello e dai diversi organi vitali all’interno del corpo. Pertanto la ricerca di equivalenze  transdisciplinari diviene di rilevante importanza nel quadro di un netto superamento del paradigma “meccanico della scienza.

( 10/01/2018 –Firenze)

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Le Tracce mnesiche – vibrazionali della BioQuantica di Paolo Manzelli

L’ORECCHIO DI UN SORDO NON EMETTE SUONI

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La memoria a lungo termine (MLT) non è una collezione di molecole ma un archivio di vibrazioni dell'”Energia Vitale”. Purtroppo le logiche meccaniche della scienza hanno limitato gli studi sulla memoria, sulla ricerca di molecole che agiscano come interruttori molecolari dell’attività o viceversa dell’Inibizione Neuronale, così da trovare farmaci per curare disturbi di memoria e per migliorare la capacità di apprendimento cognitivo. Tale attività catalitica dell’eccitabilità neuronale è stata ad es. individuata nella Molecola Protein Kinasi (PKA) e al contrario l’inibizione dell’eccitabilità neuronale, è stata riscontrata nella molecola di Calcineurina che si oppone all’attività del PKA. Comunque rispetto a questo stato di conoscenze il neurologo Eric. R. Kandel, nobel per la medicina del 2000, si è recentemente espresso dicendo che l’obiettivo di produrre farmaci in grado di migliorare la memoria negli esseri umani rimane ancora una chimera, ma è concepibile che in futuro si possa sfruttare il meccanismo degli interruttori molecolari appena scoperto solo per porre rimedio a modeste perdite di memoria associate all’età. Sapendo pertanto che la MLT non e’ un magazzino di molecole, la Bioquantica propone un differente modello di attivazione della memoria, non più molecolare, ma essenzialmente vibrazionale. E’ noto che l’intervento di asportazione dell’Ippocampo, ed dell’Amigdala dal sistema Limbico determina un profondo deficit di MLT mentre lascia solo attiva la capacità di memorizzazione a breve termine .

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Inoltre dato che le vibrazioni che trasmettono interattivamente informazione con l’ ambiente, sono interpretate dalla BioQuantica in termini di comunicazione di vibrazioni-quantiche ( Biofotoni per luce e Biofononi per udito, tatto,odorato e gusto), pertanto Ippocampo e Amigdala assumono la funzione di “hard disk” delle vibrazioni -quantiche, che sono proprie della memoria sensoriale, emozionale e semantica, con cui codifichiamo ed acquisiamo consapevolezza del mondo percepibile che conosciamo.

A differenza degli studi sui meccanismi molecolari la BioQuantica considera il sistema di ricezione percettiva un sistema interattivo che agisce per risonanza. Ciò significa che nella MLT vengono conservate le “tracce mnesiche” delle vibrazioni che ad es. servono all’orecchio per riconoscere e sintonizzare le frequenze probabilisticamente udibili non solo meccanicamente come frequenze numeriche( tra 16Mila e 20Mila Hz)ma anche emozionalmente e semanticamente accettabili come udibili dal nostro sistema fisiologico.

Pertanto nel “Modello BIOQUANTICO” la memoria a lungo termine (MLT) è essenzialmente data dalla capacità dinamica di un organismo vivente di conservare essenziali tracce vibrazionali della propria esperienza percettiva e di servirsene interattivamente per creare un sistema di riconoscimento sensoriale-risonante in modo da relazionarsi con il mondo esterno agendo in favore del controllo del più probabile mantenimento della propria identità fisiologica.

L’efficacia selettiva della risonanza vibrazionale, dipende pertanto dalla modalità frequenziale con cui le nuove informazioni apprese interagiscono con le vecchie strutture quanto-vibrazionali della MLT; pertanto tale transizione da un modello meccanico-passivo della percezione a quello interattivo-risonante, è il focus per sviluppare la più completa riformulazione delle vecchie teorie dell’apprendimento e del ricordo adattativo così da procedere verso nuove strategie di apprendimento creativo dell’innovazione BioQuantica.

In conclusione l’interattività risonante di tutti i sensi, per il Modello BIOQUANTICO è il fondamento della MLT-vibrazionale, senza la cui funzionalità identitaria, controllata ad un livello più profondo dal DNA, non diverrebbero operative le funzioni cerebrali superiori come l’apprendimento creativo cognitivo ed artistico, il linguaggio, e le capacità decisionali di impostazione e risoluzione di problemi che oggi sembrano andare verso un irreversibile degrado.

—> A mia Moglie. SAN VALENTINO 14/02/2018

Amigdala

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LA MENTE di Flavio Burgarella

Le neuroscienze avvallano il pensiero realistico secondo il quale per la Scienza Classica la mente è parte integrante del corpo e può essere studiata adeguatamente secondo il metodo scientifico. Secondo la Scienza della Coscienza la mente rappresenta il luogo dove il mentale e il naturale si incontrano. E’ proprio questo “apparire” secondo il filosofo Emanuele Severino che è condizione necessaria al loro essere. Mente e materia non appaiono dunque come esperienze isolate, ma sono sempre presenti in quel “cerchio dell’apparire” che tutto mostra, il fondamento sul quale ogni manifestazione può essere affermata. Questo “cerchio dell’apparire” trascende ogni dimensione parziale: ciò che si manifesta è un’attività pensata per cui la mente potremmo identificarla come l’attualità del pensato che appare e questo apparire è trascendentale. La mente non può quindi essere il prodotto di un singolo individuo come le neuroscienze assumono, ma un qualche cosa di universale. Il pensare è un atto originario rispetto al singolo soggetto che pensa: la mente non può essere considerata dal punto di vista riduzionistico come appartenente al cervello che compie un pensiero. Se la mente fosse totalmente riconducile al cervello non ci sarebbe mente. Il riduzionismo nega ciò che esso afferma. La contraddizione è palese: il riduzionismo meccanicista tipico dell’attuale procedimento scientifico nega quella mente e quel mondo che essa riconosce proprio per la sua volontà di ridurlo identificandolo con il cervello. Così anche la pretesa scientifica di indagare la mente isolandola come fosse esperibile dell’esterno è contraddittoria, in quanto non considerando il carattere trascendentale del mentale si pretende di descrivere una funzione biologica isolata che di fatto non può essere che una parte della visione d’insieme che la mente comprende.

L’identificazione della coscienza con la mente è una fonte concettuale di confusione a proposito del rapporto mente - corpo. La mente è l’apparire trascendentale degli essenti, la totalità che appare attualmente, mentre la coscienza ne è una parte, il luogo della mente dove i significati sono consapevoli. Conscio, e inconscio sono pertanto parti del trascendentale, luogo della mente in cui la consapevolezza illumina o no gli essenti. Parlare di mente e di coscienza è indicare differenti ambiti concettuali interrelati semanticamente e correlati alla complessa strutture dell’apparire. Il corpo è oggetto della mente, mezzo di espressione dei significati, quindi il problema del rapporto mente corpo è propriamente quello che sussiste tra coscienza e corpo poiché il rapporto mente corpo è originariamente lo stesso che intercorre tra l’apparire empirico di un qualunque essente e il suo apparire trascendentale. Come oggetto della mente il corpo si relaziona sia alla sua consapevolezza conscia che all’inconscio. Il corpo diventa così il luogo privilegiato di espressione dei significati coscienti e inconsci; è il mezzo con cui tali significati agiscono.

Questa interpretazione trascendentale della mente, dell’appartenenza della consapevolezza conscia e dell’inconscio come parti del trascendentale e del fatto che il corpo come oggetto della mente rappresenti il luogo principale dove i significati coscienti e inconsci agiscono, ci spiega come un’intenzione di guarigione da parte di Burgarella Quantum Healing (BQH) possa produrre i risultati desiderati. Ci spiega come una disarmonia generata da una tensione di coscienza si esprima in una malattia nel paziente e come una sua intenzione di guarigione da noi mediata, attraverso la trascendenza della mente possa rappresentarsi a sua volta come corporeità in noi: un formicolio, una dolenzia in una parte del corpo senza nesso causale. In questo caso è sufficiente accettare senza giudicare la corporeità in noi manifestatasi per far sì che si dissolva e che, di concerto, si attenui o sparisca la tensione di coscienza che aveva generato la malattia nel paziente, comportando l’evoluzione favorevole verso la guarigione. Secondo Dean Radin le prove ripetibili in laboratorio suggeriscono che noi abbiamo la proprietà di “percepire” il futuro, di percepire informazioni e influenzare eventi lontani nel tempo e nello spazio, implicando la possibilità che le nostre intenzioni non influenzino soltanto i nostri pensieri e i nostri corpi. Secondo Richard Neslon inoltre la presenza di più menti coerenti, concentrate su un unico punto, quale quello del team di BQH, sia in grado di diffondere nell’ambiente una sorta di “Campo” creatore di ordine che riduca l’entropia, cioè ad un alto livello di coerenza mentale corrisponderebbe un migliore “ordine” nella materia che riporta all’ armonia, alla realizzazione dell’intenzione di guarigione. E’ per questo motivo che la ricerca sulla Intenzione di guarigione in BQH si avvale di un gruppo di persone formate alla “tecnologia della coscienza” rappresentata nella pratica.

LA SCIENZA DELLA COSCIENZA

Mentre nella Scienza Classica si afferma l’esistenza oggettiva del mondo e viene ben distinto l’oggetto dal soggetto, nella Scienza della Coscienza, secondo i principi della fisica quantistica, si accetta che l’osservatore influenzi l’oggetto osservato, riconoscendo in questo modo l’esistenza di molte vie per comprendere la realtà. E’ la coscienza stessa che rende possibili tutte le esperienze. La Scienza della Coscienza è la scienza degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti, rappresenta quella che Deepak Chopra chiama la “scienza dei qualia”.

I “qualia” (plurale neutro latino di quale, (cioè di qualità, attributi ecc.) rappresentano “gli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti”, laddove ogni esperienza cosciente ha una sensazione qualitativa diversa da un’altra, a cui soltanto colui che percepisce può accedere. I qualia, benché facilmente individuabili dal punto di vista personale, sono elementi estremamente semplici ma non analizzabili dalla Scienza Classica, non rappresentando un tipo di fenomeno spiegabile con l’approccio sperimentale delle neuroscienze. I qualia sono semplici in termini metafisici, ma essendo esclusivamente soggettivi non è possibile una loro ricostruzione fisica in quanto dovrebbe essere totalmente obbiettiva, basata su strutture causali e relazionali. L’acquisizione dei qualia come parti integranti della Scienza della Coscienza si diversifica così dalla Scienza Classica. Mentre la Scienza Classica è stata e sarà sempre utile per la creazione di nuove tecnologie, la Scienza della Coscienza favorirà una evoluzione stessa della coscienza delle persone che popolano il mondo, nella direzione dell’unità, della pace, della salute e della saggezza.

Burgarella Quantum Healing (BQH) per derivando la sua esperienza da una approfondita conoscenza pratica della Medicina Ufficiale si spinge verso l’accettazione dei qualia, cioè degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti come parti importante della formazione e dell’acquisizione medica nel favorire i processi di guarigione del paziente. Burgarella Quantum Healing (BQH) riconosce la coscienza come stato primitivo dell’essere, rappresentando la somma di tutti i campi quantici presenti nell’universo e in quanto tale ha la capacità intrinseca di interagire con sé stessa. Dobbiamo cioè riconoscere l’esistenza di un profondo livello di coscienza, come parte trascendente della mente, che potremo chiamare Coscienza Universale, che non ha dimensioni, in quanto nella dimensione spazio – tempo sono contenuti dei qualia, cioè sono presenti degli aspetti qualitativi delle esperienze coscienti, mentre la Coscienza Universale non ha qualia, ma è la fonte stessa di tutti i qualia. Secondo questa visione l’esperienza soggettiva, intesa come percezioni, immagini, pensieri e sentimenti, cioè i qualia del modo con cui noi viviamo, è connessa con la coscienza, che ne rappresenta la fonte primaria. Qualia sono anche il modo con cui soggettivante viviamo l’esperienza del dolore, della gioia, della percezione dei colori, dei desideri, della memoria, dell’immaginazione, dell’intuito, dell’intenzione, della creatività.

Noi percepiamo così la realtà esterna attraverso la nostra predisposizione a percepirla; la percepiamo come qualia, non in quanto oggettivamente tale. In questo modo senza la nostra partecipazione soggettiva, non esiste nulla in quanto oggettivamente tale. Senza la nostra percezione la materia e l’energia lo spazio e il tempo e quindi tutte le variabili scientifiche associate, semplicemente non esisterebbero. I qualia ci permettono di connettere dunque ogni cosa alla nostra esperienza e ogni cosa rappresenta un campo di coscienza, ricordando che la Coscienza Universale è la somma di tutti i campi di coscienza. La percezione rappresenta quindi la caratteristica con cui ogni specie fa la propria esperienza, con cui l’uomo vive l’esperienza umana. Gli organi della percezione, tra cui la vista, l’udito, l’odorato, il gusto e il tatto, ma anche il senso percettivo innato nell’uomo e sviluppato dall’esperienza, che accomuna l’Aborigeno Australiano e il l praticante di BDH, non sono loro che creano la percezione stessa; rappresentano infatti dei filtri attraverso i quali la coscienza crea i qualia, con i quali interpretiamo il mondo, la realtà che ci circonda. Il cervello riconoscendo i qualia li elabora poi come simboli, ma la loro essenza è nella coscienza. In questa visione la coscienza rappresenta un Campo Quantico di infinite possibilità. E’ un Campo che esiste prima dei qualia, dei quali ne è la fonte; è un Campo che non può essere percepito dal cervello, il quale può conoscere la realtà solo attraverso i qualia. Il Campo Quantico matrice dei qualia è non locale, dove il tutto mantiene il contatto con le parti. La località che sperimentiamo dobbiamo intenderla come qualia, come esperienza locale di un Campo non locale di coscienza.

Flavio Burgarella

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“La ricerca del senso perduto” di Paolo Manzelli

Alla base della malattia e del cancro c’è un difetto di comunicazione ed una perdita di senso causato dall’esistenza di concezioni meccaniche troppo lontane dal capire la Vita.

--> Tema considerazioni su: <EPIGENOMA E CELLULE STAMINALI )

Queste cellule, staminali e i segnali epigenetici che determinano la specializzazione delle cellule è oggi una delle ricerche di importanza cruciale per lo sviluppo del Cluster /EGOCREANET .

Sono passati già sei anni da quando Shinya Yamanaka, (Premio Nobel 2012), dimostrava che le cellule della pelle potevano essere riprogrammate in laboratorio per diventare del tutto simili a cellule staminali embrionali.
Tutte le cellule di un adulto contengono esattamente lo stesso DNA, ossia gli stessi geni. La differenza fra i tipi di cellule risiede quindi nella serie specifica di geni che viene effettivamente espressa. Quindi possiamo pensare all'epigenetica come all'insieme delle modifiche del DNA che comandano e organizzano l’espressione dei geni.

Il Ruolo dei fattori epigenetici nell’identità delle cellule staminali e nei processi di rigenerazione tissutale è stato lungamente studiato dal Prof PM.Biava (Vedi: https://salute.bio/riprogrammazione-cellulare/ ) le cui ricerche hanno analizzato il ruolo della l’epigenetica della programmazione e della riprogrammazione cellulare, incluso l’utilizzo della riprogrammazione cellulare per lo sviluppo di nuovi modelli sperimentali per lo studio del cancro e delle malattie del sistema nervoso. La conclusione di tali studi è in progressivo sviluppo ed, in particolare, riveste un ruolo importante nel network europeo “The Epigenome”.

Allo stato attuale si ritiene che il riprogrammare le cellule in laboratorio significa disattivare i geni specifici della cellula differenziata, quelli che le attribuiscono una funzione specializzata all'interno dell'organismo, e quindi ri-condurla allo stadio di cellula staminale pluripotente in grado di assumere una nuova identità specifica.
La sintesi di tale ragionamento è in sostanza la seguente: tutte le cellule del nostro corpo, che siano del cervello, del cuore, dei muscoli o di qualsiasi altro organo, sono dotate dello stesso identico genoma eppure è evidente quanto siano differenti per forma e funzione.

Cosa rende quindi così diverso un neurone da una cellula della pelle? Dei 25.000 geni presenti in ciascuna cellula solo un determinato gruppo è espresso mentre gli altri sono silenziati. Di conseguenza si è ritenuto importante concepire un meccanismo selettivo che avviene a livello epigenetico (dal greco "sopra i geni") che consiste nel favorire modifiche chimico-molecolari che governano l'espressione genica attivando o reprimendo determinati geni senza alterare la sequenza del DNA. Una delle modalità con cui avviene la regolazione epigenetica è pertanto la modificazione per " metilazione degli istoni", proteine che legano il DNA e permettono la formazione della cromatina. Inoltre altre numerosi silenziamenti chimici del DNA risultano essere possibili in quanto anche essi provocano le modificazioni istoniche ad oggi individuate: come l' ubiquitinazione, acetilazione e fosforilazione.

EUREKA! ESCLAMAZIONE attribuita ad Archimede Pitagorico per indicare una scoperta innovativa capace di cambiare il Paradigma Meccanico della Quanto-Biologia

Il "DNA è uno strumento per dar forma alla vita", integrando l’informazione epigenetica (morfogenesi) e quindi il DNA non è più limitato nel contenere una memoria genetica di informazioni ereditarie, sostanzialmente finalizzate a produrre proteine. Infatti ormai dall’anno 2003 in cui e stata completata la mappatura del genoma umano, sappiamo che per tale funzione di produzione proteica può essere riservato solo un 2% del genoma umano, mentre l’intero genoma ha la funzione di "scolpire le forme ed i colori" in cui si manifesta la vita integrando in se l’informazione epigenetica.
Questa impostazione diametralmente differente dalla concezione del DNA come testamento ereditario di codici di informazione genetica è quello sviluppato dal Cluster Egocreanet e recentemente anche da altri, la quale pone in rilievo l’azione del DNA come “Antenna rice-trasmittente” basata sulla elettrodinamica quantica.

Vedi: https://dabpensiero.wordpress.com/…/morfogenesi-e-quantum-…/ ; http://gsjournal.net/…/Communicat…/%20Medicine/Download/7085

In tal caso l’interazione quantica tra Genoma ed Epigenoma avviene come processo di integrazione energetica tra informazioni epigenetiche e geniche capaci di dar vita alla forma del corpo e dei suoi organi come emissione di biofotoni e biofononi che hanno acquisito un carattere morfogenetico

Tale sistema "bioquantico interattivo tra genetica ed epigenoma", conduce quindi ad un netto superamento della precedente concezione per la quale si ritiene che, mentre le cellule evolvono verso la loro specializzazione, alcune aree del relativo genoma vengono "chiuse" o alterate da varie modifiche chimico-istoniche, tali da impedire il flusso di informazione epigenetiche di attivare normalmente la differenziazione cellulare cosi da trovare una strategia retroattiva per far regredire le cellule a staminali totopotenti, mediante la disattivazione di alcuni geni o di loro combinazioni.
Questa limitazione dell'accesso alla specializzazione cellulare provocata da un silenziamento chimico della cromatina, come EGOCREANET-Cluster la consideriamo assurda e probabilmente pericolosa perché provoca una dannosa limitazione dell’espressione del DNA –ANTENNA che invece deve manifestarsi a pieno come espressione del "potenziale quantico-morfogenetico" capace di effettuare una ottimale integrazione tra energia ed informazione genetica ed epigenetica per dar forma alla vita.
Diversamente dalla medicina rigenerativa riteniamo pertanto che, per il fatto che le cellule staminali sono in grado di produrre qualunque tipo di cellula, il loro DNA-Antenna, sia maggiormente aperto alle informazione epigenetica e di conseguenza alla manipolazione morfogenetica irradiata come Biofotoni e Biofononi per l’organizzazione del sistema vivente.

In tal modo si apre un nuovo capitolo della “bioquantica della vita” capace di rivelare i segreti morfogenetici che inducono e possano rendere reversibile la specializzazione delle cellule staminali a scopo terapeutico .

La medicina rigenerativa: fondata su sistemi meccanicisti di metilazione o altro, a nostro avviso dovrà capire come il DNA ANTENNA sia capace di integrare l’informazione epigenetica ed irradiare informazione morfogenetica risultante con modalita bioquantiche adatte a ri-modulare lo sviluppo delle cellule staminali

Pertanto non consideriamo più utile ed etico agire mediante la metilazione della cromatina come processo cruciale di indole meccanica per bloccare la espressione del DNA, ciò in quanto la regolazione dell'espressione genica non dipende unicamente dal silenziamento di aree del DNA, ma prevalentemente dalla integrazione morfogenetica tra il DNA-ANTENNA e l’informazione/energia proveniente dall’ambiente e dalle sue variazioni che sono capaci di far evolvere in particolare alcune funzioni rigenerative delle cellule staminali in vero cruciali nello sviluppo armonico dell'organismo.
Le potenzialità dell’azione Morfogenetica del DNA-ANTENNA permetteranno un notevole avanzamento delle conoscenze delle funzioni epigenetiche nella integrazione della emissione di biofotoni e biofononi irradiati dai vari DNA ( Nucleare Mitocondriale ) e ritrasmessi da vari recettori biologici.

Uno degli aspetti salienti della Quanto-biologia basata sulla funzione del DNA-ANTENNA riguarda pertanto l’aumento della plasticità delle cellule staminali semi o totopotenti la cui capacità di differenziare in vari tipi cellulari – diviene un aspetto chiave nel potenziale utilizzo di queste cellule al fine di rigenerare tessuti ed organi la cui composizione e funzione viene compromessa in condizioni patologiche causate da profondi cambiamenti ambientali.

Infine in conclusione di questa breve sintesi degli studi del CLUSTER /Egocreanet , l’approccio ri-generativo possibile diventa del tutto diverso da quello che conduce a distruggere le cellule cancerogene, come fanno tradizionalmente con la chemioterapia , ciò in quanto si ritiene possibile rieducare Morfogeneticamente le cellule toto o semipotenti a riattivarsi in modo fisiologico ed armonico con le variazioni ambientali . FIRENZE 28/02/2018

 

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Riunione Cluster 26 Aprile 2018

Giovedi 26aprile alle ore 10,30  si terrà un nuovo incontro del CLUSTER-Egocreanet c/o IncubatoreUNIFI di Sesto Fiorentino.

La riunione è  finalizzata alla realizzazione di una FONDAZIONE INTERNAZIONALE DI RICERCA E SVILUPPO OLISTICO

Si richiedono a tutti  idee e suggerimenti e collaborazione attiva, per gettare le basi di una nuova visione della ricerca e sviluppo piu' complessa  e cosciente proprio in quanto olistica rispetto allo sviluppo analitico-riduzionista della scienza ortodossa.

L' approccio della Fondazione Olistica sara caratterizzato dall' integrazione  con modalita' trans-disciplinari delle aree di conoscenza e progettazione dello sviluppo eco-sostenibile da attuare con i supporto di Enti Pubblici e privati e la collaborazione di partner nazionali ed internazionali .

Ciò che verrà discusso in tale sede verrà poi presentato pubblicamente in occasione della Tavola Rotonda nel Convegno "Acqua, luce e suono" del 24 Maggio 2018 in Firenze .

L'incontro è aperto a chiunque, iscritto al CLUSTER-Egocreanet,  voglia partecipare.

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Il Pensiero del Cluster (di P. Manzelli)

La coscienza collettiva è ormai pronta ad un cambiamento straordinario che ritrova saggezza creativa che coinvolge le basi su cui si fondano forme pensiero innovative capaci di interpretare consapevolmente le credenze attuali conducendole ad una dimensione evolutiva.


La fisica quantistica è stata limitata alle concezioni della meccanica che ha reso difficile un suo sviluppo, autonomo dalla fisica classica, che invece recentemente sta facendo da apripista per portarci verso una nuova era dove tutto è interconnesso, olisticamente, a vari livelli.


Energia, materia ed informazione vengono riconosciute come forze inter-operanti che modellano la realtà della vita.


Una nuova interpretazione quantica dello spazio-tempo diventa possibile e necessaria per riconoscere i processi di crescita della coscienza planetaria che generano l’evoluzione della vita per un Agire consapevole alla luce di tale rinascita spirituale